Flaminio, Onorato: “La Lazio è pronta a presentare il progetto, ora decide la sostenibilità”

Durante Omnibus l’Assessore è tornato a parlare del futuro dell'impianto e della sua gestione

Flaminio Lazio

Nel corso della trasmissione Omnibus, andata in onda su La7 nella puntata del 7 febbraio 2026, l’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato, è tornato a parlare del futuro dello Stadio Flaminio e dell’ipotesi di un suo rilancio legato al progetto presentato dalla Lazio. Un tema delicato, che intreccia aspetti urbanistici, vincoli storici e sostenibilità economica, e che resta al centro del dibattito pubblico cittadino.

Le parole di Onorato

Onorato ha spiegato come l’iter stia entrando in una fase cruciale, sottolineando che la società biancoceleste è ormai prossima al completamento della proposta. “Per il Flaminio la Lazio completerà il progetto per farci lo stadio, è questione di giorni. Tra la proposta e l’accettazione di una proposta intercorre una Conferenza di Servizi, che richiama tutti gli organi preposti in base scientifica dello Stato, della Regione e del Comune a capire se i flussi di arrivo e di deflusso dei tifosi possano essere compatibili o meno al sito urbano”. L’assessore ha poi ricordato come il contesto urbano si sia sviluppato attorno all’impianto e non il contrario: “A Roma, e in Italia, le città sono nate al contrario. Il Flaminio è lì dal 1900 e le abitazioni dal 1970”.

Un altro passaggio centrale riguarda i vincoli che insistono sull’area: “Quel luogo è vincolato a stadio dal Comune, non ci si può fare nulla se non uno stadio. Poi capiremo di che tipo”. La decisione finale, ha chiarito Onorato, non sarà politica ma tecnica, legata soprattutto a viabilità e sostenibilità: “Non so se si farà o meno, lo decideranno in forma tecnica, c’è un tema di viabilità e sostenibilità”.

La gestione del Flaminio

L’assessore ha infine allargato il discorso alla gestione complessiva dell’impiantistica sportiva romana, ricordando le criticità ereditate all’inizio del suo mandato e i risultati ottenuti. Sul futuro del Flaminio, però, resta aperta una riflessione più ampia: “Sul Flaminio c’è un piccolo problema: bisogna capire cosa farci”. Da un lato l’opinione di una parte dei residenti, dall’altro i vincoli normativi e l’interesse pubblico. “Il nostro dovere pubblico, nell’interesse delle casse comunali, è capire se un privato ci vuole mettere i soldi”, ha ribadito, chiarendo che nei prossimi mesi si capirà se il progetto della Lazio sarà compatibile. Una cosa, però, appare certa: “sicuramente il Flaminio così come sta non può rimanere”.

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Elio
Elio
1 mese fa

Vabbè che tra politici l’importante è arraffare il più possibile ma cercate almeno di non farvi riconoscere così platealmente: “A Roma, e in Italia, le città sono nate al contrario. Il Flaminio è lì dal 1900 e le abitazioni dal 1970
Quindi, siccome oltre 50 anni fa le cose si facevano al contrario dobbiamo continuare a farle sbagliate pure oggi perchè c’e’ da spartirsi qualcosa?

Free Eagle
1 mese fa

Come volevasi dimostrare…ogni volta che l’usuraio maccabeo riommico è in difficoltà arrivano in aiuto i politicanti criminali come lui (o i pinocchi giornalai a suo servizio)…stavolta tocca alla giunta riommanista del comune (che siano di centrosinistra o centrodestra sti politicanti sionisti in soccorso all’intruso non cambia una ce.ppa…è bene che qualche frustrato in vena di propagande elettorali se lo ficchi nel cervelletto !…) : L’ETERNA BALLA DEL FLAMINIO…🤦

Fabrix
Fabrix
1 mese fa

Ahahah, fatelo gestire a Sion: lo riducono in polvere e ci costruiscono un insediamento sopra. Magari ce seppeliscono Onoranzo e Lotonzo

Clamar
Clamar
1 mese fa

😂😂😂😂 Onorato ma vaffnclo! Finitela di perculare la gente te e quell’altro buffone di locoso

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