Lazio, Timber: “La Premier è quella che seguo di più, ma guardo anche…”

L'intervista del centrocampista olandese al Voetbal International

Quinten Timber Lazio

Quinten Timber, centrocampista classe 2001 del Feyenoord (seguito dalla Lazio), ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Voetbal International, dove ha svelato quali campionati segue e dove gli piacerebbe giocare in futuro, al di fuori dell’Olanda, ma ha parlato anche di altro.

Le sue dichiarazioni:

Ho visto Manchester City – Chelsea, poi ho seguito un po’ il Sunderland contro il Tottenham; fantastico, davvero. Ogni partita lì (in Inghilterra) è una vera battaglia, sempre emozionante. La Premier League è il campionato che seguo più intensamente, ma guardo anche la Serie A e la Bundesliga. Recentemente abbiamo giocato in Europa League contro lo Stoccarda: bella partita, stadio pieno. Quindi la Premier non è necessariamente il mio unico sogno, ma giocare all’estero è ciò a cui ho sempre ambito”.

È la mia intervista d’addio? Non lo so, potrebbe essere. È vero che posso parlare con i club, ma per quanto mi riguarda tutte le opzioni sono ancora sul tavolo. Firmare (il rinnovo) o uscire in estate, andare in un altro club. È stato scritto e detto tanto ultimamente. Ora voglio solo concentrarmi completamente sulle prestazioni con il Feyenoord. Cerco di concentrarmi su ciò che posso controllare, ovvero come gioco io. È di questo che la gente preferisce parlare ed è ciò di cui preferisco parlare io. Ovviamente c’è anche la situazione contrattuale, ma se ci penso continuamente, influenzerà solo il mio rendimento. Credo che, volente o nolente, un po’ lo abbia già fatto. Non mi era mai capitato prima, è la prima volta per me”.

Se è la stessa situazione di mio fratello? Beh, lui alla fine lui ha firmato un nuovo contratto con l’Ajax con una formula che prevedeva il rinnovo, l’adeguamento e poi la cessione per una cifra importante, nel suo caso all’Arsenal. È quello che volevo fare io, ho avuto le conversazioni con il Feyenoord discutendo tutte le opzioni, sia l’anno scorso che in estate. La differenza con Jurriën è che lì hanno trovato un accordo con l’Ajax; al Feyenoord invece non ci sono ancora riuscito. Tutte le parti devono essere sulla stessa lunghezza d’onda per firmare un contratto. La realtà è che nel frattempo è diventato tutto più difficile perché ci stiamo avvicinando alla fine del campionato”.

I tifosi pensano solo che voglio più soldi? È la spiegazione più facile, ma ci sono molte più cose in ballo. Non voglio entrare nei dettagli perché non sono io quello che deve trattare, ma posso dire che non è mai solo una questione di soldi. Non pensavo che la mia situazione potesse far parlare così tanto. È iniziato tutto in estate, quando ero ancora infortunato. Si capisce da come la gente ne parla sui social. La cosa strana è che Bijlow è nella mia stessa situazione, ma nessuno ne parla. Penso che se improvvisamente iniziasse a giocare benissimo, diventerebbe un caso anche lui”.

“La carriera? Finisce in un attimo. Siamo diventati campioni tre anni fa, ma mi sembra ieri. Eppure, guarda quante cose sono successe: se metti le foto di squadra una accanto all’altra, vedi il continuo ricambio di giocatori. L’anno dopo il titolo è stato fantastico, abbiamo vinto la coppa, giocato grandi partite in Champions. Poi è arrivato Brian Priske, che se n’è dovuto andare, ma abbiamo fatto grandi prestazioni contro Benfica, City, Bayern Monaco. Sono successe così tante cose, ma te ne rendi conto solo a posteriori. Mentalmente devi andare avanti. Ricordo quando battemmo la Lazio in casa, giocammo al top. Pochi giorni dopo perdemmo 2-0 col Twente. Tutti arrabbiati e la vittoria con la Lazio era già dimenticata. Questo è lo sport di alto livello: dover trovare sempre la forza per giocare bene”.

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