Alfredo Pedullà, noto esperto di calciomercato di Sportitalia, è intervenuto ai microfoni di Radiosei, dove ha fatto il punto in casa Lazio sia per quanto riguarda il mercato biancoceleste che la mancanza d’intesa che c’è, in questo momento tra Sarri e la dirigenza capitolina.
Le sue dichiarazioni:
“Lazio? A livello di campo, penso che fare 28 punti, per quanto non mi piaccia parlare di miracoli, è un risultato importante per l’aria che tirava. Fare i paragoni con lo scorso anno è improponibile, è un qualcosa dettato da altre motivazioni. Un anno fa, tra le altre cose, avevi calciatori motivati. Oggi c’è gente che vuole o voleva andare via. I paragoni tra le due annate non sono fattibili. Io ricevo su ogni notizia della Lazio almeno 300 messaggi su altre cose. Non possiamo parlare sempre della stessa cosa, cioè della società e del presidente. Sono cose su cui mi sono espresso”.
“Io spero si ripristini una normalità che al momento non c’è: lavorare così è difficile per tutti. C’è freddezza, è come partire 0-1 in casa, non è una cosa che fa bene alla Lazio. Mi auguro che i diretti interessati trovino un punto di intesa, un accordo. Io, da amico di Sarri, a volte penso che lui non dovrebbe più parlare di anno zero pubblicamente: sono cose che non aiutano, serve un’intesa. Poi se ti sta bene vai avanti, altrimenti no. Parlarne mediaticamente porta poco al campo e distrae”.
“Diatriba Sarri-società? Mi dispiace molto in ogni caso per questa situazione: c’è bisogno di chiarimento, aldilà dei contratti. Vedo un muro contro muro, fibrillazione e una situazione di mercato complicatissima, anche più di quanto è uscito. Ci sono cose che a volte fatico anche io a raccontare perché non voglio fare danni. Certi malcontenti che stanno emergendo non hanno più a che fare col calcio”.
“La scorsa estate? Sarri ha accettato la situazione, non si può pensare poi che le cose cambino. A gennaio il mercato si è sbloccato e la prima necessità è stata accontentare chi voleva andare via. Ed è una situazione che sta continuando e qualcosa neanche è uscita: la vicenda Romagnoli è pesante. La Lazio dovrà gestirla come riterrà opportuno. C’è un contratto che scade nel 2027, al netto del contatto presunto o meno con Mancini. Oggi è un problema: se hai parlato con lui promettendo un rinnovo che non si è verificato e in contemporanea arrivano altri rinnovi, si creano fibrillazioni. È un momento difficilissimo. Poi io sono d’accordo sul rinnovo di Marusic, che è un simbolo. Ma il tema è che c’era un ordine precedente che è stato scavalcato. E così diventa difficile e complicato”.
“Mercato Lazio? Prendiamo reparto per reparto: in difesa Gila come Romagnoli è in scadenza nel 2027, se non parte ora lo fa a giugno ma devi dare il 50% al Real Madrid. Pedraza è un ottimo acquisto soprattutto perché a zero, ma per giugno perché per ora il Villarreal non lo libera. Poi c’è il problema Tavares. A centrocampo te ne servono altri due, con Vecino ai titoli di coda. In avanti Isaksen non ha attecchito, su Cancellieri in scadenza nel 2027 c’è il Brentford. Sono tante cose su cui mettere mano contemporaneamente, su una situazione che la Lazio possa risolvere per trovare un minimo di unità di intenti. Bisognerebbe pensare a fare il bene della Lazio”.
“Sarri? Al netto del rapporto che ho con lui, e penso sia una persona straordinaria e leale, io devo essere onesto: qualche considerazione deve farla. Non si può parlare sempre di anno zero, nonostante tutto l’affetto che nutre per la Lazio. Per il bene di tutti devono fare un tavolo interno che poi diventa pubblico. Devono chiudersi tutti e tre in una stanza e decidere cosa fare, non giova a nessuno andare avanti con frecciatine reciproche.
“Cancellieri? Uno smantellamento simile non sta bene a nessun allenatore, che si tratti di Romagnoli con cui salta la linea o di altri come Cancellieri. Ma se mi portano 15 milioni e la richiesta è di 18 li accetto subito. E inoltre a me l’atteggiamento di Cancellieri non è piaciuto a Verona: pensa di giocare solo contro tutti. Poteva far segnare il nuovo compagno e non l’ha fatto, è una cosa grave: c’è l’egoismo personale e non va bene. Sono cose che non possono accadere. Per spiegare meglio: perché ci sarebbe il veto? Non perché all’improvviso Cancellieri è incedibile, ma perché l’altro titolare sta facendo peggio. Fai prima Isaksen, allora, ma per ora non sono arrivate offerte. Servono tutte scelte rapide: Tavares va ceduto subito a 10, prima che cambino idea. È peggio restare così o tenere uno per cui a giugno ti offrono cinque milioni?”
“Centrocampo? Negli ultimi cinque o sei giorni c’è stato un momento in cui Timber era il preferito, ma va in scadenza e anticipa solo a determinate condizioni economiche. In questo senso il no della Lazio lo capisco, ma subentrano le tempistiche. Toth lo stavi prendendo, ma purtroppo ci sono intermediari di mercato in giro che spesso sono vicini alla Lazio e spesso pensano prima agli interessi personali. In questa settimana che va verso Lazio-Como ci sono tante cose che ti porteranno a parlare di altre cose ed è sbagliato. Il risultato del campo non conta più perché i protagonisti parlano di altre cose: se il tuo presidente, il tuo direttore e il tuo allenatore parlano di altre cose, perché dovrebbe contare il campo?”
“Ripeto: si devono chiudere in una stanza per cinque o sei ore e dopo devono presentarsi mettendo un punto e stabilendo cosa c’è da fare, altrimenti perdi acqua da tutte le parti”.



Ho sempre detto che il gestore ha preso la Lazio per i suoi interessi. I risultati sportivi accidentali e, per lui, utili solo per i vantaggi economici che ne derivavano. Ora può solo barcamenarsi per sopravvivere e per farlo deve vendere e tirare a campare. Trofei di qualsiasi tipo nel futuro sono impensabili.
Tra un po’ però quelli buoni da vendere saranno finiti e ti rimarranno sul groppone gli invendibili… Questo mi preoccupa
Si crea un effetto a catena: ne va via uno e arriva uno scarso in cambio e allora chi rimane si chiede che ci sto a fare in una società così’?
Meccanismo che si è innescato quando è arrivato Baroni e gli hanno fatto un mercato imbarazzante … La società Lazio non solo non ha nessun appeal, ma nessuno ormai vuole più trattare con Lotito o rimanere in una società senza ambizioni. La storia della sponsorizzazione è un altro esempio che certifica il fatto che la Lazio è destinata a morire lentamente se la proprietà non passa la mano
Sempre le stesse chiacchiere sterili. Lotito non ha o, più probabilmente, non vuole mettere un centesimo. A giugno scadono il riscatto di Dia ( dopo un prestito biennale) e la seconda rata di Rovella. Servono 18 milioni. Guarda caso quanto chiede per Cancellieri. A sto punto prendesse Insigne fino a giugno. Non arriverà nessun altro, inutile fare le solite sparate.
Oltretutto la società non sa cercare giovani talenti. La tanto sbandierata talent room non porta a nulla. Dire di aver comprato un giocatore dopo averlo visto giocare solo una volta contro il Bologna ti qualifica come peracottaro, non come presidente di una società di calcio.
Riunirsi? Magari… in tal caso ci sarebbe una linea comune ma non sarà mai così con Lotito. L’obiettivo è di prendere atleti da plus valenza e continuare a finanziarsi cosi per sopravvive e fare qualche competizione europea di fortuna.
Non c’è futuro migliore di quello attuale…
Lotito fa sempre e solo quello che vuole. Se gli offrono i soldi che chiede vende. Deve allineare i conti ai nuovi parametri del costo del lavoro allargato. Di quello che dice Sarri e dell’aspetto tecnico/sportivo non gliene frega niente. Non licenzia Sarri perchè non pagherà mai due allenatori. Se Sarri si dimette lui festeggia
Mr per me fisca la stagione e poi trovi di meglio,non è difficile
È inutile chiudersi in una stanza con due persone che prima ti dicono una cosa e poi ne fanno un’altra e ripetono il giochetto con tutti e continuamente. Lotito lo fa da 20 anni. Loro provocano promettendo e non rispettando, e aspettano soltanto la lamentela dell’allenatore per dire che l’allenatore deve stare al suo posto, sennò non va bene. E se l’allenatore non si lamenta, viene mandato via perché non fa risultati, vedi Baroni.
Cosa ti chiudi a fare in una stanza con due persone così’?
Pedulla, ma sai cos’è successo alla Lazio negli ultimi 20 anni?
Vabbè Pedullà che deve dire, di mandarli a quel paese? Magari glielo avrà detto in privato, ma pubblicamente non può farlo.
Mister non faccio il gioco del gestore non si dimetta così risparmia pure i soldi se non li piace quello che dice la deve licenziare lui
Giusto
Si certo,daje pure di crocche mbocca
È Sarri che deve decidere cosa fare , il suino sta facendo e farà quello che ha fatto da 22 anni a questa parte
La società fa di testa sua senza ascoltare il mister e con fabiani c’è da preoccuparsi
Purtroppo la Società fa tutto il contrario di ciò che chiede Sarri!