Capello attacca gli arbitri: “Sono una mafia”

Secondo lui il problema riguarda “la competenza (poca), gelosia (tanta), voglia di protagonismo (moltissima)”

Lazio, i complimenti di Capello: "Perfetta, sarà un finale eccitante!

La Serie A è ricominciata e il caso arbitri continua a tenere banco non solo in casa Lazio: in ogni turno di campionato infatti, c’è almeno un episodio dubbio da commentare. A parlare di questo ci ha pensato anche Fabio Capello, che si è lasciato a un lungo sfogo sulla classe arbitrale e l’utilizzo del Var. Secondo lui infatti, il problema riguarda “la competenza (poca), gelosia (tanta), voglia di protagonismo (moltissima)”. Per sintetizzare, usa un termine molto diretto: “mafia”. Come afferma chiaramente: “gli arbitri sono una mafia”.

Gli arbitri

Il cronista di Marca lo interroga sul caso Barcellona, Negreira e il Var, provocando la reazione più accesa dell’ex tecnico di Real Madrid, Milan e Juventus. Sullo scandalo che coinvolge il presidente degli arbitri spagnolo, pagato dal Barcellona, Capello sorride e commenta: “Pensate quanto eravamo forti, ci volevano fermare così e non ci sono riusciti”. Riguardo a Calciopoli, aggiunge: “Lì non c’erano soldi, e la Juve ha pagato con la retrocessione, siete voi spagnoli che non sapete prendere provvedimenti”.

Sul Var, invece, la pazienza finisce subito. Prima prova a contenersi: “Lascia perdere, lascia perdere – dice alla giornalista – perché questo è un argomento che mi fa davvero infuriare”.

Il Var

Il cronista insiste e gli chiede se lo stile arbitrale inglese non sarebbe migliore e se valga la pena importarlo nei campionati spagnolo e italiano. Capello non ha dubbi:

“No, no. Gli arbitri sono una mafia. Non vogliono usare ex giocatori per il Var, giocatori che conoscono i dettagli del calcio, i movimenti che un giocatore fa per fermarsi, per aiutarsi… E molte volte prendono decisioni sbagliate perché non hanno giocato e non conoscono quei movimenti. Un giocatore viene toccato in faccia, cade a terra e loro fischiano. Ma perché hai fischiato?! Se io sono alto 1,90 metri e l’altro è 1,75, quando muovo il mio braccio è all’altezza del suo viso. Tutta questa storia mi fa impazzire, assolutamente impazzire”.

I 20 episodi analizzati con l’UEFA

Infine, Capello racconta un episodio sorprendente, condividendo un dato che lascia senza parole: “Insieme alla UEFA abbiamo analizzato 20 situazioni in cui sono stati assegnati rigori. Esaminate da ex giocatori e allenatori, 6 di queste erano rigori e 14 no”.

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