La Lazio saluta il 2025 con l’ennesimo risultato interlocutorio, un pareggio che racconta molto più di quanto dica il semplice tabellino finale. È il terzo segno “X” nelle ultime quattro gare di campionato, un dato che fotografa una tendenza ormai strutturale più che un episodio isolato. Questo punto, però, non può essere considerato un risultato positivo: la sensazione diffusa è che non si tratti di un punto conquistato, bensì di due lasciati sul campo. Il gol incassato nei minuti finali pesa come un macigno, amplificando il rammarico per un successo sfumato proprio quando sembrava ormai a portata di mano. E il tutto è reso ancora più amaro dalle polemiche arbitrali, che contribuiscono a rafforzare l’idea di un’occasione sprecata.
Il 2025, d’altronde, verrà ricordato come l’anno della “pareggite” biancoceleste. Un termine che rende bene l’idea di una squadra spesso incapace di trasformare prestazioni discrete in vittorie decisive. Come sottolineato anche dal Corriere dello Sport, la Lazio ha chiuso l’anno solare con ben 15 pareggi in Serie A, un numero che non si vedeva dal lontano 1991, quando addirittura se ne registrarono 17. Un paragone storico che pesa e che mette in evidenza una continuità di risultati che, anziché dare stabilità, ha finito per frenare le ambizioni.
Se poi lo sguardo si allarga oltre i confini nazionali, il dato diventa ancora più significativo. Nei cinque principali campionati europei, nessuna squadra ha pareggiato quanto la Lazio nel 2025: 15 “X” su 37 partite disputate. Una statistica che fa riflettere, perché dietro ogni pareggio si nascondono punti mancati, classifiche che potevano essere diverse e obiettivi forse più vicini. In definitiva, il bilancio dell’anno lascia la sensazione di un potenziale solo parzialmente espresso, soffocato da una serie infinita di occasioni non sfruttate fino in fondo.



La sindrome è la vostra….giornalai
Il fattore Gravina
Mi se chiama sindrome del pareggio