Lazio Women, Goldoni: “Calcio femminile? In evoluzione, ma…”

La lunga intervista di Eleonora Goldoni a Fanpage

Eleonora Goldoni Lazio Women

Eleonora Goldoni, centrocampista della Lazio Women, ha rilasciato una lunga intervista a Fanpage.it, nella quale si è raccontato a 360°.

Le sue dichiarazioni:

“Ho iniziato a giocare a calcio da bambina a Finale Emilia con i ragazzi, in un’epoca in cui il calcio femminile era ancora un sogno sussurrato. L’immagine che mi rappresenta di più è quella di una bambina con un pallone più grande di lei, certa che il calcio sarebbe diventato la mia casa”.

Il calcio femminile? Ha guadagnato visibilità e rispetto, sebbene i pregiudizi persistano. Da giocatrice vivo, così come le mie compagne, questa “rivoluzione silenziosa” con orgoglio e responsabilità, consapevole che ogni piccolo progresso (uno stadio più pieno, una bambina che si ispira a loro, più trasmissioni) è una vittoria collettiva. Questa evoluzione è frutto di tanto lavoro dietro le quinte, sacrificio e pazienza, e noi attuali giocatrici siamo grate a chi ha spianato la strada prima di noi”.

Giocare negli Stati Uniti? Mi ha insegnato a uscire dalla zona di comfort, adattarmi, cadere e rialzarmi, e a contare su me stessa”.

Il punto di svolta nella mia carriera? Non è stato un singolo episodio, ma una crescente consapevolezza di non star più solo inseguendo il suo sogno, ma di viverlo appieno, vedendo il lavoro e il sacrificio ripagare”.

L’esperienza ad Euro 2025? È stata magica e un grandissimo privilegio per me. Indossare la maglia azzurra non è un peso, ma una ‘bellissima responsabilità’ fatta di orgoglio e gratitudine, una promessa di dare sempre il massimo. Rappresenta la dimostrazione che volendo veramente qualcosa, è possibile”.

I pregiudizi sul calcio femminile che ancora ci sono? Continuiamo a confrontarci quotidianamente con sguardi scettici, frasi e silenzi che riducono il calcio a un mondo maschile. Affrontiamo questi ‘muri invisibili’ con pazienza, educazione e, soprattutto, attraverso il lavoro, dimostrando che il talento e l’impegno non hanno genere e che ogni ostacolo può essere superato un passo alla volta”.

Chi mi ha ispirato nei momenti difficili? Ringrazio mio padre e il mio fidanzato, che sono anche i miei ‘migliori amici’, per la forza, il coraggio e la positività. Sono circondata da amici e compagne che mi apprezzano per chi sono, non per la mia figura pubblica. Ex giocatrici e amiche mi hanno ispirata, insegnandomi a essere forte anche nella gentilezza e nella resilienza”.

Studiare? È fondamentale; mi offre equilibrio, prospettiva e strumenti per la crescita personale, proteggendo il mio futuro. Coltivare la mente, tanto quanto il corpo, mi fa sentire più viva e arricchisce anche la mia performance sul campo”.

Nel tempo libero? Sono iperattiva, ma con equilibrio. Mi piace passare dei momenti con le persone più care, leggo, scrivo, mi alleno individualmente, edito foto e video, e viaggio. Collaboro con ‘CiaoGym’, un brand italiano che mi permette di vivere al meglio e comodamente i momenti di relax e quelli di allenamento”.

L’anoressia? Ho condiviso apertamente la mia esperienza, trasformando quel momento di grande dolore in una forza. Lo sport è stato la mia salvezza ‘due volte’: prima dandomi un motivo per rialzarsi e voler diventare un’atleta migliore, poi restituendomi un corpo da accettare e non combattere. Disciplina, gruppo, routine e fatica sana mi hanno aiutata a ricostruirmi. Il mio messaggio a chi lotta è: ‘Non siete soli, chiedere aiuto non è debolezza ma coraggio. Il nostro valore non si misura con il cibo o l’estetica, ma con la vita, la libertà e i valori che esprimiamo’”.

Disparità col calcio maschile? Il divario salariale non è tanto per lo stipendio in sé, quanto per ciò che esso rappresenta: il calcio femminile non è ancora considerato una parte centrale del movimento sportivo, ma un settore da sostenere solo quando avanza del tempo. Per garantire la parità, sono necessari investimenti strutturali in settori giovanili femminili, staff qualificati, strutture adeguate, diritti contrattuali chiari e percorsi di doppia carriera per il post-attività agonistica”.

Sui social mostro un lato autentico di me? Mi fa piacere che hai usato la parola autenticità. Sui social media mi impegno a mostrare non solo i momenti belli ma anche la fatica, i dubbi, gli infortuni… credo che sia importante mostrare la propria umanità per ispirare gli altri e farli sentire meno soli”.

Chi sono quando le luci dello stadio si spengono? È una bella domanda! Quando le luci si spengono Eleonora, Leo per gli amici, è una ragazza semplice che ama la tranquillità, gli affetti e la casa. Ho bisogno di silenzio per ricaricarmi e di persone ‘buone’ al mio fianco per sentirmi al sicuro. Trovo il mio benessere in tutto ciò che mi riconnette a me stessa e all’idea di famiglia e futuro: un libro, un allenamento, una serata senza fretta, un abbraccio. Tutto ciò che sa di casa”.

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