La Lazio torna a San Siro con l’obiettivo di dare finalmente una sterzata alla stagione, alla ricerca di quella vittoria contro una grande che sin qui è mancata. L’articolo de Il Tempo sottolinea come Maurizio Sarri abbia provato a compattare l’ambiente nonostante cinque mesi tra infortuni, emergenze e problemi strutturali che hanno complicato il cammino biancoceleste.
Sarri prova a ricompattare la squadra
Il tecnico, consapevole delle difficoltà, non si è nascosto: «Sapevo che sarebbe stato un anno difficile ma niente alibi». Le assenze pesano: Cataldi è fuori, Vecino torna centrale nel reparto e Dia viene confermato in attacco, mentre Taty Castellanos parte dalla panchina. A centrocampo spazio a Guendouzi e Basic mentre sugli esterni restano intoccabili Isaksen e Zaccagni, chiamati a dare profondità e qualità in una gara che richiederà massima attenzione.

Sarri chiede più coraggio, più continuità e soprattutto più serenità: l’allenatore vuole vedere una squadra meno frenata mentalmente e più convinta nei propri mezzi. L’ambiente non vive settimane semplici, ma il tecnico ricorda come «certi momenti non devono diventare alibi», invitando tutti – dirigenti compresi – a remare nella stessa direzione.
Lotito tra proprietà, futuro e Flaminio
Dal fronte societario emergono due passaggi rilevanti ripresi da Il Tempo. Sul tema della proprietà, Sarri ha ribadito: «A volte è meglio un presidente con cui litigare che un fondo».
Sul progetto stadio, il mister ha aggiunto: «Vorrei chiudere la carriera con il Flaminio intitolato a Maestrelli». Un obiettivo che resta complicato ma simbolicamente importante per la tifoseria.
A San Siro servono risposte
Contro il Milan, la Lazio cerca punti e identità. Una vittoria potrebbe cambiare umore e prospettive: Sarri lo sa, la squadra anche. Ora servono i fatti.


