Elisabetta Oliviero, terzina della Lazio Women (recentemente convocata in Nazionale dal ct Soncin), è intervenuta ieri in conferenza stampa per presentare l’amichevole di lusso contro il Brasile.
Ecco le sue dichiarazioni: “Il Brasile è una squadra che abbiamo sempre guardato in tv come una squadra con grandi capacità tecniche e individuali, guardare a calciatrici come Marta he hanno fatto la storia sogniamo di fare quello che faceva lei in campo. Il Brasile ti affascina come qualità tecniche. Non abbiamo non potuto non notare la scritta sul pullman relativo al prossimo mondiale, ma il nostro è un percorso. Il nostro obiettivo è la gara di domani perché possiamo imparare e crescere, ma è ancora lunga arrivare al Mondiale. Dobbiamo pensare passo dopo passo, alla gara di domani (oggi, ndr) e poi successivamente alle prossime qualificazioni”.
Come valuti il percorso fatto in azzurro?
“Guardo con molta ammirazione le veterane e non mi immagino di esserlo o di poterla essere fra qualche anno. Ho lavorato ogni giorno per arrivare qui, sono grata del mio percorso, ma ogni partita è come se fosse la prima volta. Ho fatto tanta strada, ma è ancora molto lunga e spero di levarmi tante soddisfazioni ancora”.
Come vede la sfida contro il Brasile?
“Sarà una partita molto aggressiva, dovremmo stare molto attente a tutti i duelli. Il risultato sarà una conseguenza della prestazione e vedremo quale sarà il risultato sul campo”.
Idolo calcistico?
“Non sono cresciuta con molti riferimenti, ho una famiglia tifosa del Napoli e sono cresciuta con le cassette di Maradona in casa, poi sono cresciuta con Hamsik e Lavezzi. In questi ultimi anni Di Lorenzo è stato un grande esempio perché è arrivato da basso e si è fatto spazio vincendo Scudetti, giocando in Champions League e andando in Nazionale già da giocatore maturo. Sto facendo molto riferimento a lui. Per quanto riguarda le calciatrici guardo con molta ammirazione alle veterane, ma anche a Boattin che ha la mia stessa età e che ammiro da quando era Under 17. Lei, Girelli, Bonansea sono delle persone da cui posso imparare”.
Qual è l’insegnamento più grande dell’Europeo?
“Questo gruppo, questa Nazionale, è in grado di donare alle donne che siamo dei punti di vista diversi. Nel corso dell’Europeo ci siamo confrontate su tantissimi argomenti, anche extra calcistici, e ci siamo anche mancate nei primi giorni dopo quel ritiro perché si respirava una grande bellezza. Si tratta di un gruppo capace di cambiarti a livello umano e questo è una delle cose più belle che possiamo donarci”.
Come avete accolto le nomine dei tedofori?
“Il ct (Soncin) e Cristiana (Girelli) sono le persone che meglio rappresentano quanto fatto questa estate. Per noi è un orgoglio che il calcio femminile abbia questa visibilità, questo seguito e che sia in crescita anche dal punto di vista mediatico. Siamo felicissime che loro possano portare la torcia olimpica”.


