Raffaele Pinzani, direttore sportivo della Lazio Women, ĆØ intervenuto ai microfoni ufficiali del club biancoceleste per commentare il percorso fatto dalle aquilotte nella regular season della Serie A femminile 2024/25Ā e del cammino che dovranno ancora fare nella poule salvezza per mantenere la categoria, partendo dal settimo posto conquistato.
Ecco le sue dichiarazioni:Ā “Mi ritengo soddisfatto del percorso che la squadra ha fatto dallāinizio della stagione perchĆ© siamo partiti da neopromosse e abbiamo fatto un rinnovamento importante dellāorganico e serviva un periodo di adattamento. I numeri dicono che le nostre prestazioni sono sempre state di livello, poi certo qualche errore cāĆØ stato, ci abbiamo messo del nostro coi quattro rigori sbagliati, il quinto non lo conto perchĆ© ĆØ stato ininfluente”.
“Ć un percorso in ascesa, se fosse successo il contrario mi sarei più preoccupato perchĆ© poi i numeri hanno un senso. Nel girone d’andata abbiamo fatto solo 6 punti, nel girone di ritorno 14. Quindi abbiamo fatto un girone di ritorno da play off, da terza-quarta in classifica. Siamo soddisfatti tutti del lavoro, non abbiamo ancora fatto niente, anche se ci siamo tolti delle belle soddisfazioni con delle partite vinte con grande merito contro squadre estremamente importanti ed attrezzate. Teniamo i piedi per terra perchĆ© ora viene la fase delicata e determinante“.
“Avversarie affrontate? Se si pensa che lāanno scorso facevano la Serie A. Al di lĆ del rispetto dovuto a tutti, poi cāĆØ un analisi di organici e alcuni di questi sono fuori portata. Però noi, nel girone dāandata con le prestazioni, ma soprattutto in quello di ritorno con prestazioni e risultati, siamo stati in grado anche di competere e di metterle sotto perchĆ© io non dimentico neanche i quarti di finale di Coppa Italia con la Juventus: noi meritavamo di andare in semifinale. Sia qui che, soprattutto, lĆ a Biella gli episodi sono stati determinanti”.
“Obiettivo? Il largo vantaggio che abbiamo sullāultima in classifica non ci deve far sedere (sugli allori), ma il contrario: ci deve dare la forza di giocare con più serenitĆ . Lāobiettivo ĆØ quello di arrivare primi in questo mini torneo, dobbiamo fare risultato e farlo con ambizione. E’ vero che questo ĆØ il primo anno di ricostruzione e si sta aprendo un ciclo nuovo, ma terminare bene la stagione ci consente di affrontare la prossima con un piglio diverso, anche dal punto di vista del mercato”.
“Io non dimentico che la scorsa estate, da neopromossi, cāera scetticismo da parte dei procuratori quando hanno visto che cāera un ciclo nuovo e un ds che proveniva dal mondo maschile ed era sconosciuto al mondo femminile. Ora invece ci hanno giĆ telefonato per la prossima annata. Quindi vuol dire che abbiamo fatto un passo in avanti, come societĆ , come femminile, e come squadra”.
“Il 4-4 contro l’Inter e il lustro che ha dato alla Lazio? E’ quello che ho detto anche a Gianluca (Grassadonia) perchĆ© ĆØ vero che, durante il primo tempo con l’Inter, loro ci hanno fatto quello che noi abbiamo fatto alla Juventus in Coppa Italia, cioĆØ una testa come un pallone. Ma ĆØ anche vero che, nel secondo tempo, cāĆØ stata una doppia reazione: dal 0-2 al 2-2 e poi dal 2-4 al 4-4, che ĆØ qualcosa di unico. Questo vuol dire che questa squadra ha qualitĆ e cuore, che ĆØ forte internamente come coesione. Questo pareggio vale più di una vittoria. Ci sono state cose straordinarie oltre ai quattro gol di Piemonte: ad esempio Benoit ĆØ entrata divinamente (nel secondo tempo) e ha fatto 2 assist. La squadra affronterĆ la seconda fase con le carte in regola per potersi togliere grosse soddisfazioni”.
“La formula della Serie A? Quando si vive unāannata di riforma, ĆØ normale che ci siano anomalie. In una riunione a Coverciano con gli altri colleghi delle altre squadre, dissi che probabilmente la squadra che retrocederĆ non sarĆ molto salvaguardata perchĆ© salendone tre dalla B gli dai un vantaggio straordinario. Io avrei fatto due promozioni dalla B e uno spareggio per la terzultima. Ma due, tra andata e ritorno, sarebbero state probabilmente troppe partite.
“Le figurine anche per le calciatrici? Sono appassionato di album Panini, li ho tutti da quando sono iniziati. Ho una collezione che custodisco gelosamente. Lāapertura al femminile ĆØ un passo straordinario non solo per le ragazze stesse, ma anche perchĆ© io il calcio femminile prima non lo conoscevo. Ogni tanto qualche botta di nostalgia mi prende e vado a vedere un quarto dāora di Primavera o la prima squadra, ma a oggi ĆØ unāesperienza straordinaria”.
“Queste ragazze hanno davvero grande passione in quello che fanno, pur non essendo al centro dellāattenzione come i colleghi maschi. Poi ti danno tanto a livello umano. Ć un campionato importante perchĆ© ĆØ la Serie A con tante grandi societĆ , tanti dirigenti come me si sono spostati dal maschile al femminile. Infatti quest’anno ho incontrato tanti colleghi e allenatori che avevo trovato da avversari nel maschile. Questo significa che oggi, come dice Renzo Ulivieri, non ci sono più i direttori sportivi o gli allenatori del maschile e del femminile: i due mondi si stanno fondendo, come ĆØ giusto che sia. La mia a oggi ĆØ stata unāesperienza che rifarei”.


