Lazio Women, come uscire definitivamente da questo momento difficile?

Lazio Women, la stagione non sta andando come programmato in estate e va rimessa in piedi il prima possibile: ecco cosa non va e cosa si può fare

Lazio Women

La Lazio Women di mister Grassadonia ha vissuto una stagione molto complicata fino ad ora. Sebbene abbia fatto il suo onesto cammino in Coppa Italia, raggiungendo i quarti di finale, dove affronterà la Juventus tra metà e fine gennaio, in Serie A ha ottenuto solamente 2 vittorie, a scapito di 4 pareggi e di ben 7 sconfitte, per un totale di 10 punti che valgono l’attuale 7° posto in classifica. Fortunatamente per la Lazio Women, è arrivato, 4 giorni fa, il secondo (e convincente) successo in campionato, contro il Milan per 2-0, che ha interrotto una striscia negativa che durava da ben 7 gare e ha permesso alle biancocelesti di poter vivere una sosta natalizia con molta più leggerezza. Sebbene l’obiettivo minimo da raggiungere nella maniera più assoluta è il mantenimento della categoria, in modo da porre le basi per puntare a traguardi più ambiti nel breve-medio termine, c’è un po’ di rammarico nell’ambiente per non aver ottenuto più punti. Per comprenderne il motivo, occorre fare un’attenta analisi della situazione in casa biancoceleste su tutti i fronti.

SQUADRA – La rosa è stata profondamente modificata la scorsa estate. Nonostante la vittoria della Serie B e la conseguente promozione diretta in Serie A, la dirigenza biancoceleste, formata dal dg Enrico Lotito e dal ds Raffaele Pinzani, ha optato per confermare solo metà squadra e per completare l’altra metà acquistando calciatrici di livello piuttosto alto, per poter essere all’altezza del salto di categoria. Dal punto di vista delle prestazioni sul campo, è stata adottata la giusta strategia perché la squadra è composta effettivamente da calciatrici con elevati valori tecnici e morali ed ha affrontato tutte le sue avversarie, comprese quelle che lottano per il vertice della classifica, tenendo loro testa. Purtroppo i risultati ottenuti non sono stati quelli sperati a causa di tante ingenuità e di una mancanza di cinismo e freddezza sotto porta che sono costati tanti punti. Questi errori si sono palesati in diverse gare, soprattutto nei 4 rigori sbagliati rispettivamente contro Milan, Fiorentina, Como ed Inter, che, se fossero stati siglati, avrebbero significato vittorie e/o pareggi pesantissimi. Purtroppo, siccome sono stati sbagliati dalle biancocelesti che sono andate alla battuta dagli 11 metri, sono state portate a casa solamente sconfitte frustanti e demoralizzanti. Chiaramente, su situazioni di questo tipo (non solo i rigori), le calciatrici della Lazio Women sono chiamate a fare un’analisi di gruppo per capire dove migliorare tutte insieme nei momenti decisivi delle singole partite, nella speranza che l’ultima vittoria, appena ottenuta col Milan in casa, le abbia sbloccate a livello psicologico.

TECNICO – Per quanto riguarda invece Gianluca Grassadonia, lui si è ritrovato praticamente a formare un nuovo gruppo durante l’estate, mano a mano che venivano acquistate nuove calciatrici dalla società capitolina. L’allenatore biancoceleste ha puntato fin dall’inizio da un assetto tattico completamente diverso rispetto a quello utilizzato la scorsa stagione (4-3-1-2 o 4-3-3). Si tratta del 3-5-2 che, dal punto di vista del gioco e delle movenze in campo, ricorda molto quello che Simone Inzaghi utilizzava alla Lazio maschile (e che utilizza tutt’ora all’Inter). Secondo Grassadonia, questa svolta tattica avrebbe dovuto portare quella fisicità e quell’intensità di gioco necessarie per poter competere in Serie A. Arrivato a questo punto, sulla base di quanto scritto prima sulla squadra, c’è una riflessione che il tecnico e il suo staff sono chiamati a fare: le prestazioni di alto livello delle calciatrici biancocelesti sono dovute a questa svolta tattica e che i difetti palesati finora si possono risolvere psicologicamente e con un po’ di buona sorte, che è sempre mancata da inizio stagione? Oppure queste prestazioni sono dovute all’alta qualità della rosa a disposizione e che il nuovo modulo e stile di gioco non hanno inciso in tal senso e che non hanno permesso a mister Grassadonia di sfruttare al meglio la rosa a disposizione e di migliorarla nelle sue mancanze? Dalla risposta che arriverà, non solo si porranno le basi per la ripartenza, ma si definiranno anche le strategie per il mercato di riparazione.

CALCIOMERCATO – Il campionato riprenderà l’11 gennaio (le biancocelesti giocheranno in trasferta contro il Sassuolo), ma all’inizio del 2025 si aprirà anche la sessione invernale di calciomercato. Sicuramente la Lazio Women è chiamata ad intervenire per il semplice fatto che la sua rosa è composta numericamente da 21 calciatrici, escludendo le giovani della Primavera che, qualche volta, sono state aggregate in prima squadra, soprattutto durante il ritiro estivo. Perciò almeno una calciatrice dovrà essere acquistata e dovrà seguire le indicazioni che arriveranno da Grassadonia, una volta sciolto quel nodo tecnico-tattico con il suo staff. Nel caso in cui venisse confermata la difesa a 3, allora servirebbe una centrale difensiva in più, visto che attualmente sono 5 in totale, contando anche Louise Eriksen in quel ruolo. Se, invece, si dovesse optare per il ritorno all’assetto tattico dell’anno scorso, allora sarebbe opportuno acquistare un’attaccante, visto che, anche in quel caso, ci sono 5 calciatrici offensive in rosa per 3 posti in attacco. Una terza opzione può prevedere addirittura l’acquisto sia dell’attaccante che della centrale difensiva, aumentando la rosa a 23 calciatrici (a meno di una possibile cessione) e permettendo a Grassadonia di fare solo una leggera modifica che può prevedere sia l’utilizzo della difesa a 3 che dell’attacco a 3, con 4 centrocampiste in campo (3-4-2-1 o 3-4-1-2), come fatto lo scorso sabato contro il Milan. A prescindere dall’opzione che verrà scelta, le migliori calciatrici acquistabili a gennaio, nei due ruoli citati, si possono scovare nel Rosengaard, squadra neo campione di Damallsvenskan (campionato svedese) per la stagione 2024. Per quanto riguarda l’attaccante, sarebbe conveniente per la Lazio cercare di portare in biancoceleste una calciatrice in particolare che è di qualità molto alta. Si tratta di Olivia Holdt, attaccante classe 2001 della Nazionale danese, capace di giocare sia al centro che sulla fascia e ha realizzato, con lo stesso Rosengaard, ben 13 gol in 26 gare di campionato (non è diventata la capocannoniera del campionato per soli 3 gol perché non ha potuto disputare gli ultimi 7 match di a causa di un infortunio). Con lei, tra l’altro, la dirigenza capitolina avrebbe due vantaggi molto importanti che potrebbero convincerla a venire alla Lazio, rispetto ad una potenziale concorrenza. La prima è che il suo contratto con il Rosengaard, a meno di accelerazioni improvvise nella trattativa per il rinnovo, scade proprio il 31 dicembre: quindi potrebbe essere acquistata persino a parametro zero se la Lazio dovesse offrirle un contratto abbastanza importante. La seconda è dettata da un fattore extracalcistico, poiché Olivia Holdt è legata sentimentalmente a Gustav Isaksen, esterno della Lazio maschile e (anche lui) della Nazionale danese. Di conseguenza, la possibilità di raggiungere a Roma, anche dal punto di vista professionale, il suo compagno, col quale ha festeggiato recentemente il loro settimo anniversario di fidanzamento, potrebbe rivelarsi una tentazione troppo forte a cui resistere. Per quanto riguarda invece la centrale difensiva, il nome migliore possibile a cui la Lazio può ambire è quello di Rebecca Knaak, difenditrice tedesca classe 1996, ambidestra e capace di giocare anche a centrocampo. E’ stata tra le protagoniste dello scudetto appena vinto in Svezia con il Rosengaard perché è stata una titolare pressoché inamovibile come centrale di sinistra della difesa a 3 della squadra e perché è stata capace di realizzare ben 9 reti in 13 presenze. Quindi non è solo in grado di sventare gli attacchi avversari nella propria area di rigore, ma ha anche doti offensive. Pure il suo contratto, con il Rosengaard, a meno di accelerazioni improvvise nella trattativa per il rinnovo, scade proprio il 31 dicembre, come quello della Holdt. Perciò sarà necessario che staff dirigenziale e tecnico prendano, di comune accordo, le decisioni migliori possibili per la squadra, alla luce della situazione che gli si prospetta. Sicuramente c’è il tempo necessario per ponderare bene le scelte, visto che la stagione riprenderà dopo quasi un mese, dando così alla squadra la possibilità di riorganizzarsi e di ripartire più forte di prima per una seconda parte di stagione (magari) entusiasmante.

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