Nel match program di Lazio – Bologna, Mario Gila ha rilasciato un’intervista, veicolata dalla societĆ poco fa. Le sue parole:
“SarĆ una gara difficile. Dopo la sosta vengono sempre partite insidiose, dovremo essere concentrati sulla gara col pensiero di portare a casa i tre punti. La squadra di Italiano ha molte qualitĆ , come testimonia lo scorso campionato. Ora non hanno ottenuto gli stessi risultati, ma il loro stile di gioco può darci fastidio. Dovremo mantenere la grinta delle ultime partite, lottando fino all’ultimo. Ci aspettano avversari non facili, avremo bisogno di tutti. ServirĆ unione, cercando di mantenere sempre il nostro stile di gioco. Solo cosƬ potranno arrivare ancora risultati importanti. Il 2024 ĆØ stato bellissimo, mi ĆØ cambiata la vita. Ora spero di finirlo bene, sia a livello di squadra che individuale. Ho vissuto tante emozioni e sono riuscito a realizzarmi come calciatore, crescendo molto rispetto al passato. Ringrazio la societĆ , sono in debito con tutti, inclusi i tifosi. C’ĆØ senso di appartenenza, la Lazio ti fa provare emozioni mai vissute e che dubito di poter vivere altrove. Sono felice di essere qui. La mia gara perfetta? Lazio – Bologna dello scorso anno, nonostante la sconfitta, se la gioca con la gara col Celtic in cui ho esordito in Champions. Vorrei rigiocare la gara in Supercoppa con l’Inter, avremmo potuto fare meglio. Il mio idolo ĆØ e sarĆ sempre Ramos. Amo tutto di lui. Il suo gioco, come carica la squadra, quello che trasmette. Ho avuto la fortuna di allenarmi insieme a lui. Ora stimo molto Gvardiol del Manchester City. Madrid e Barcellona sono molto diverse, me lo dicono tutti. Se i blaugrana mi avessero chiamato prima avrei accettato per non allontanarmi da casa. Per fortuna ĆØ arrivata quella del Real, il miglior club del mondo. Ć stato bellissimo. Vincono sempre grazie al DNA. Tante squadre sono forti, ma loro hanno un’energia incredibile che gli permette di fare rimonte impossibili. Quando sono sotto, sanno che un gol può cambiare tutto. Da Madrid riporto gli atteggiamenti, come i giocatori lƬ gestiscono tutto, che sia in campo o fuori. E poi i consigli di Ancelotti, ovviamente. Toni Kroos era il più forte. Non rubava l’occhio ma faceva cose incredibili durante la gara, un giocatore pazzesco. Il talento di Isco ĆØ andato un po’ sprecato, aveva una qualitĆ eccezionale. Purtroppo i tanti infortuni hanno condizionato la sua esperienza al Real Madrid. Il 34? Sono molto scaramantico ed ĆØ stato il numero del mio debutto in Spagna, con il club che aveva 34 titoli e ha vinto il numero 35. Mi ĆØ sembrata una connessione, mi ha colpito. Messi e Ronaldo rimarranno degli dei per me. Nel futuro vedo bene Yamal, Casadò, Foden, Palmer, Wirtz e Bellingham. In Italia apprezzo molto Paz del Como, oltre a BernabĆØ che ĆØ bravissimo e con cui ho condiviso molto. Sono felice sia in Serie A, se lo merita. Mi piace la musica e giocare al computer. Sono nerd su questo. Amo le macchine, da piccolo guardavo tanta Formula 1 con mio papĆ e mio fratello. Mi ero promesso che se ne avessi avuto la possibilitĆ avrei comprato una macchina di livello e cosƬ ĆØ stato. Sono innamorato di Roma. La cittĆ , il cibo, la Lazio. Mi piace anche il derby. Amo vivere in cittĆ con la sua storia. In Spagna sognavo anche di imparare l’italiano e l’ho fatto. In cucina me la cavo, ho iniziato a vivere da solo a 17 anni e mi sono dovuto arrangiare. Amo le lenticchie spagnole, il piccante e la ‘nduja. Dell’Italia amo la carbonara, piatto numero uno. Vorrei essere ricordato dalla gente come Nesta. Segnare un’epoca, seppure con uno stile diverso. Mi rimane in testa sempre lui, ĆØ arrivato alla Lazio da bambino ed ĆØ andato via da uomo. Tutto il mondo lo rispetta e lo ama.”



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