In vista di Lazio – Cagliari di domani, Luca Pellegrini ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni ufficiali del club biancoceleste.
Ecco le sue dichiarazioni: “Sicuramente l’entusiasmo è un amico in questo momento. Chiaramente dobbiamo essere equilibrati e non far si che questo entusiasmo diventi leggerezza o un pizzico di presunzione. Bisogna ricordarsi sempre che le prestazioni che stanno arrivando e il lavoro cha abbiamo fatto finora sono il frutto della dedizione, dell’impegno, del mettersi a disposizione. Quindi l’entusiasmo è un amico e deve continuare ad esserlo in questo modo”.
“Baroni? Il mister ha tanti meriti: è una persona equilibrata e che non ha sbagliato un discorso o una riunione pre partita. Su questo qui, si vede il fatto che lui abbia giocato a pallone per tanto tempo. E’ una persona molto empatica: riesce a capire i momenti. Per quanto riguarda gli stimoli che dà a noi giocatori, secondo me è troppo importante il fatto di tenerci tutti sotto pressione non nel senso negativo del termine, ma per farci tenere alta la soglia dell’attenzione, a prescindere se uno parte dall’inizio o no. Lui cambia la squadra nei primi 11 però alla fine, più che il risultato, le prestazioni sono sempre convincenti e positivi, per quanto viene vista da dentro da uno come me. Penso che questo sia la cosa più importante”.
“Se questa è sia la mia migliore versione? Non so, si può migliorare e continuerò a farlo. Questi percorsi mentali non portano mai a una fine e non si può mai staccare. Quando si è arrivati, è il momento in cui si lavora di più. Sono soddisfatto, sto trovando più spazio rispetto agli anni scorsi pur avendo uno come Nuno (Tavares) davanti, che sta facendo un campionato pazzesco. Confesso che non ho mai visto una roba del genere, è difficile pensare di poter giocare tante partite, ma sicuramente sto giocando più ora che nell’anno e mezzo prima. Dobbiamo essere bravi in ottica di gruppo a rubare le qualità di ognuno, perché ne abbiamo tante. Ci sono anche dei difetti, ma dobbiamo prendere le parti positive. Sono contento del fatto che sia un gruppo affiatato, al di là dei risultati che aiutano, ci stimoliamo a vicenda”.
“Nuno Tavares? Sapevo che fosse un giocatore forte, le qualità dei giocatori si vedono. Forse neanche lui si aspettava di fare 8 assist, è il miglior terzino sinistro in Serie A e mi tengo basso. In Europa dubito abbia rivali in questo momento, può migliorare anche lui come tutti, anche Messi e Ronaldo avevano difetti”.
“Cagliari? Della città e non solo, ho un ricordo fantastico: è stata la mia prima esperienza da grande, lontano da casa. Sono arrivato in un momento non positivo, eravamo terzultimo ma riuscimmo a salvarci. Il secondo anno a novembre eravamo quarti in campionato, ma, più che le prestazioni, ricordo la gente. Il calcio finisce, credo che restino i rapporti con le persone e le emozioni che ti dà, Cagliari è la mia seconda casa. Il gol di Caicedo? Da quel momento siamo andati a picco (ride,ndr) la nostra stagione l’avevamo fatta”.
“Il mio riferimento nel ruolo? Non ne ho. Invece ho l’idea di dove voglio arrivare, il ‘cambiare come giocare’ è secondario al ‘cambiare come persone’. In passato mi innervosivo per alcuni discorsi, pensavo non venissi capito che in parte poteva esser vero, ma quando ho iniziato a guardare dentro sono cambiato e sta cambiando tutto quanto. Ho un’idea di persona che voglio diventare”.
“Lezione di Lazio ai nuovi? Ci sono persone che lo insegnano meglio, quando entri allo stadio e vivi quello che abbiamo vissuto da inizio anno c’è poco da insegnare. Forse più avanti ci sarà tempo per dei corsi di recupero”.
“Idolo del 2000? Ci sono giocatori come Sinisa o altri giganti del mondo del calcio che alla Lazio hanno aggiunto un pezzo importante di storia. Da piccolo Salas per me era l’idolo, ho ancora la maglietta. Ho tanti cori della testa: ‘Dammi tre parole Nesta, Crespo e Fiore’. Magari qualcosa mi vado a rivedere, toccando le corde del passato vengono fuori altri ricordi”.
“Amicizie nel calcio? Probabilmente, facendo riferimento a Cagliari, una delle persone più importanti è Fabio Pisacane, con cui ho condiviso la camera dal primo giorno. Ricordo tante tirate di orecchie, mi voleva bene e spero che me ne voglia ancora. Ogni tappa ho avuto una persona con cui stavo bene. Oggi ti direi Nicolò Rovella, ma siamo un gruppo gigante: è la prima volta che faccio fatica. Le prese in giro non mancano (ride, ndr)”.
“Hobby? Non ne ho molti, dovrei trovarlo. Riesco a staccare facendo una cena a casa con gli amici. Sono fortunato: ho un gruppo di amici a cui voglio bene, possiamo stare un giorno insieme e parlare tre ore di fila di tutto e poi per le tre ore consecutive stare staccati, ognuno per conto suo. 100 presenze in Serie A? Un traguardo importante, mi fa piacere pensare di poterlo fare con la maglia della Lazio. In nessuna fiaba sarei riuscito a sognare una cosa del genere”.



devi sudatte la maglia contro sti isolani. semo noi la magica squadra de Roma non te lo scordà. Roma Roma Roma core de sta città
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