Orsi: “Eriksson ha lasciato un’impronta importante”

L'ex portiere della Lazio ha voluto ricordare l'ex allenatore biancoceleste nel giorno della sua scomparsa

Eriksson Lazio

Continuano i messaggi di cordoglio per la morte di Sven Goran Eriksson: l’ex tecnico svedese ĆØ scomparso all’etĆ  di 76 anni per un tumore al pancreas. Fra chi lo ha voluto ricordare c’ĆØ anche Fernando Orsi: l’ex portiere ha parlato di lui ai microfoni di tuttomercatoweb.com. Ecco cos’ha detto.

Le parole di Orsi su Eriksson

ā€œLa notizia di oggi ĆØ un grande dispiacere,Ā Sven era una persona speciale perchĆ© era l’allenatore che ha avuto una grandissima carriera, ma ti metteva sempre a tuo agio.Ā Ti dava piena libertĆ  nel lavoro e aveva sempre un atteggiamento positivo, anche nelle parole finali del suo commiato ĆØ stato una persona meravigliosa. Apparentemente senza paura, ma una persona forte e quindi dispiace moltissimo. Se ne va una persona per bene, un grande allenatore e un grande uomo.Ā Come ha affrontato la malattia? Questo fa parte della persona, per chi l’ha conosciuto non ĆØ stata una sorpresa. Per molti si, ma lui ha sempre preso la vita con molta positivitĆ . Era una persona di un’intelligenza e di un’intuizione incredibile. Il tributo che ha ricevuto da tutte le squadre dove ĆØ stato ĆØ il riconoscimento della sua carriera come allenatore ma soprattutto come uomoā€.Ā 

Poi continua:

ā€œLascia tantissimo, da entrambe le parti.Ā Alla Roma poteva vincere uno Scudetto all’ultima giornata, alla Lazio lo ha vinto all’ultima giornata e in entrambe le occasioni in modi incredibili. Quando una persona soprattutto nel calcio riesce a farsi voler bene sia da una parte che dall’altra significa che era una persona per bene.Ā Questo era Sven, uno cui era difficile voler male perchĆ© era una persona molto solare e sincera. Anche se diretto, era un uomo vero e la grandezza della persona sta proprio nel suo trascorso. Da allenatore ha lasciato un’impronta importante ovunque sia andato. Era una persona molto concreta. Ricordo quando andavamo sull’aereo lui stava sempre in prima fila, quando diceva di voler riposare mezz’oretta toglieva gli occhialini e dormiva esattamente trenta minuti.Ā Era di una razionalitĆ  incredibile, quando c’era da riposare si riposava e quando c’era da lavorare si lavorava. Riusciva a scindere benissimo le due cose, quando usciva dal campo molto tardi perchĆ© lavorava fino a tardi faceva la sua vita. È stato un grande uomo dentro ma soprattutto fuori dal campoā€.

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