Alessandro Onorato, assessore allo sport, al turismo e alle politiche giovanili di Roma Capitale, ha pubblicato un post su X per dare un ultimo saluto a Sven Goran Eriksson, scomparso questa mattina.
Ecco le sue parole: “Hai affrontato la malattia con coraggio e orgoglio, a testa alta. Roma ti ricorderà sempre con amore e affetto. Riposa in pace, Sven”.
Hai affrontato la malattia con coraggio e orgoglio, a testa alta.
Roma ti ricorderà sempre con amore e affetto.
Riposa in pace, Sven. #Eriksson pic.twitter.com/FqdquzCWwY— Alessandro Onorato (@Ale_Onorato) August 26, 2024
Dopo averlo ricordato in un post sul suo profilo X, Alessandro Onorato ha parlato ancora di Sven Goran Eriksson, allenatore che con la Lazio ha vinto il secondo scudetto e non solo. L’assessore allo Sport di Roma Capitale infatti ha ricordato lo svedese: ecco le sue parole ai microfoni dell’Adnkronos.
Il ricordo di Onorato su Eriksson
“Una persona straordinaria sia dal punto di vista sportivo sia umano. Nonostante una malattia stra annunciata, la sua morte è stato un tuffo al cuore. Non possiamo non ricordarlo con grande affetto, nostalgia e rispetto. Si augurava, in una delle sue ultime dichiarazioni, che lo ricordassimo come una persona perbene. Noi non solo lo ricordiamo come una persona perbene ma come
un esempio per tutto il mondo del calcio e anche come un romano acquisito, visto che ha allenato sia Roma sia Lazio. Eriksson si è
guadagnato rispetto da entrambe le sponde calcistiche romane”.
Poi c0ntinua:
“Rimane poi nel cuore di noi tifosi laziali perché è riuscito a portare uno scudetto tanto sperato, sofferto e vinto anche in modo rocambolesco. Ero un adolescente, era il periodo della scuola, e da laziale ero abituato a soffrire e a non primeggiare, invece la squadra di Eriksson era un squadra che vinceva in Italia, in Europa, batteva il Manchester United in Coppa europea, vinceva la Coppa delle Coppe. Penso che per tutti gli amanti di sport la morte di Eriksson sia come perdere una persona cara, una persona vicina. Il modo, la lucidità con cui ha affrontata la malattia è stato un esempio e uno stimolo per tante persone che nella propria sofferenza affrontano malattie gravi”.


