Mattéo Guendouzi, centrocampista della Lazio, ha rilasciato un’intervista al portale francese CARRÉ, dove si è raccontato e ha spiegato la sua decisione, presa l’estate scorsa, di scegliere la società biancoceleste come sua nuova avventura calcistica, dopo Marsiglia.
Ecco le sue dichiarazioni: “Quando ero più piccolo mi piaceva molto fare tanto sport. Un po’ di calcio, un po’ di judo e un po’ di karate, perché mio padre è un insegnante di karate. Quindi è un qualcosa di famiglia. Lo facevo due-tre volte alla settimana, gli altri giorni mi allenavo a calcio. Cercavo di far convivere le due cose, durante i weekend mi dividevo tra gli sport. Me la cavo anche nel karate, una volta sono arrivato 3° nei campionati in Francia. L’ho praticato fino a 13 anni, poi ho dovuto fare una scelta tra il calcio e il karate e ho scelto di continuare nel calcio. Penso di aver preso la decisione giusta (ride, ndr).
“Ho dovuto scegliere quando ci si inizia ad allenare tutti i giorni, durante il periodo della Primavera con il PSG. Dovevo anche studiare, quindi non avevo più tempo per praticare anche il karate. Ho dovuto scegliere e il calcio ha preso il sopravvento. Sono due sport totalmente diversi: il calcio è uno sport di squadra, il karate è uno sport individuale. Se nel karate perdo un combattimento è solo colpa mia, vuol dire che l’avversario davanti a me è stato migliore. Nel calcio puoi fare una buona partita individualmente ma la squadra esce sconfitta. Il karate però mi ha dato questa mentalità, che è un tratto distintivo della mia personalità. Sì, il lato competitivo, di voler vincere e migliorarsi sempre. E l’ho trasmesso nel calcio”.
“I miei capelli? Vengono tutti da parte di mia mamma. Ho sempre avuto i capelli lunghi e ricci, fin da giovanissimo. Mi dicevano che sembravo una ragazza, ma a me questo taglio è sempre piaciuto e continuerò ad averlo. Eravamo ragazzi, ci scherzavano su. Ricordo che sia io che un giocatore del settore giovanile del Lille avevamo questo taglio e dicevano: la ragazza del PSG e la ragazza del Lille… (ride, ndr).
“Perché ho lasciato il PSG e sono andato al Lorient? Dovevo fare una scelta nella mia carriera. Il PSG aveva cominciato ad acquistare tante superstar, io ho scelto di lasciare il Paris perché volevo cominciare ad affermarmi rapidamente nel calcio professionista, sposando un progetto per i giovani. Il Lorient mi ha invitato a un torneo, sono stato eletto miglior giocatore e poi mi hanno proposto un contratto triennale. Ho parlato per 5-6 ore con Lebris, l’allenatore dell’epoca. Mi ha insegnato tanto tatticamente, quando ero nell’U17 ci faceva già vedere dei video d’analisi degli avversari. Nei miei 3 anni lì è come se fossi rimasto per 6-7 anni: ho imparato così tanto tatticamente, tatticamente e nella vita quotidiana. Una persona veramente tanto importante per me.
Dopo l’Arsenal, il prestito all’Herta Berlino, ho ricevuto una chiamata dal mio agente che mi parla dell’interesse del Marsiglia. Parlo con Sampaoli e Longoria, mi hanno sorpreso. Non ho esitato un secondo: ho firmato a luglio ma la decisione l’avevo già presa ad aprile-maggio. E’ stata una delle decisioni migliori della mia carriera”.
“Il mio trasferimento era legato al fatto che io ero venuto per uno stile di gioco con Sampaoli, che era davvero adatto a me e con cui avrei potuto rendere al meglio in campo, per aiutare la squadra e mostrare tutte le mie qualità. Ho avuto l’opportunità di andare alla Lazio con un grandissimo allenatore. Si tratta di un grande club italiano che l’anno scorso giocava in Champions League”.



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Con questa tifoseria Gentile ci vuole coraggio a venire a giocare nella Lazio.
Con Tudor a giocato 11 partite su 13 e le due che non a giocato perché infortunato, perciò mi puoi spiegare perché a fatto cacciare Tudor nella Lazio, nel Marsiglia con Tudor a giocato 43 partite su 45
😂😂😂😂
Tudor è andato via perché si è reso conto avrebbe fatto da parafulmine per le scelte societarie in tema di mercato.
Bravo.
Sei riuscito a far mandare via Tudor
Abbiate fiducia del nuovo allenatore
Altro giro altra corsa…