L’ex calciatrice e allenatrice della Lazio Women, Carolina Morace, dopo essersi candidata alle europee col M5S, è risultata come la più votata tra le fila del suo partito. Di conseguenza, la miglior calciatrice di tutti i tempi per il calcio femminile italiano si è guadagnata l’elezione come eurodeputata al Parlamento Ue.
Con l’occasione, Carolina Morace ha rilasciato una lunga intervista a Vanity Fair, dove ha parlato non solo della sua passione per la politica, ma anche dell’unione con la moglie Nicola Jane Williamse dei futuri progetti insieme.
Ecco le dichiarazioni di Morace: “Sono iscritta dal Movimento 5 Stelle dal 2022, prima ero dentro Possibile, di Pippo Civati. Queste due iscrizioni sono avvenute dopo i cinquant’anni perché arrivi secondo me a un punto della vita, che se hai la possibilità e credi in quello che fai ti metti in gioco. Ho letto lo statuto del Movimento 5 Stelle e mi sono detta che potevo mettermi in gioco. Conte? Quando poi mi ha chiamata per incontrarci e propormi la candidatura sono stata molto gratificata, in primo luogo perché lo stimo molto per la sua educazione, la sua competenza, il suo modo di essere e di fare. Perché il Parlamento Europeo? Io per la mia professione ho vissuto in Australia, in Canada, in Inghilterra, a Trinidad de Tobago. Ho fatto diverse esperienze all’estero che mi hanno portato a contatto con tante culture e posso portare la mia visione”.
“La mia vita? Io sono sposata felicemente con una donna, Nicola, e anzi auguro alla maggior parte delle persone di avere un rapporto come il nostro. Abbiamo deciso ogni cinque anni di riconfermare il nostro matrimonio con una celebrazione. La prima volta è stata Bristol nel 2014 ed è stata bellissima, nei tavoli c’erano i vocabolari in italiano e inglese. Nel 2019 c’è stato il matrimonio in Australia e dopo la registrazione in Italia dell’unione civile. Quest’anno, visto che per impegni di lavoro sarò a Las Vegas, la celebrazione sarà lì”.
“Figli? Nicola ha una figlia in Australia con un’altra donna e il suo nome è scritto nel certificato di nascita della bambina ed è quello che vorrei che la legge garantisse anche in Italia alle famiglie omogenitoriali. Sono temi che mi stanno molto a cuore. Quello dei figli è un pensiero che io e Nicola abbiamo, vorremmo averne insieme. In Italia però per le coppie omogenitoriali non è possibile”.
“Come ho fatto coming out con i genitori? Mia mamma che aveva la demenza senile disse subito ‘ma Nicola è un nome da maschio, Nicoletta è da femmina’. Quando mi sono sposata l’ho detto a mio padre, che è un ufficiale di Marina in pensione. Mio padre mi ha risposto che bastava che io fossi felice e lo era anche lui. Mio fratello mi ha accompagnato il giorno della cerimonia che si è tenuta sulla prima nave passeggeri partita dall’Europa per l’Australia”.



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Lotirchio docet. Assettate al parlamento di euroi@@oti, beccate il valsente e fai silenzio. Peggio di questi solo chi li vota