Dopo due anni piuttosto complicati ed impegnativi, la Lazio Women ha raggiunto nuovamente la promozione in Serie A, disputando una stagione veramente impressionante. Infatti, in un campionato di Serie B che è sorprendentemente (e complessivamente) cresciuto di livello, le biancocelesti hanno raggiunto il primo posto, con un turno d’anticipo, vincendo ben 25 partite su 30 disputate e perdendone soltanto una. Grande merito per questi numeri lo ha avuto la fase difensiva capitolina, che ha subito solamente 18 gol, con una media di 0,6 reti incassate a partita: la migliore in assoluto per distacco.
Uno dei segreti di questa solidità è senza dubbio Giulia Mancuso, difenditrice classe ’99 e di origini piemontesi. E’ arrivata alla Lazio la scorsa estate dal Cesena e sin dai primi giorni, con la maglia biancoceleste, è diventata la leader indiscussa del reparto difensivo delle aquilotte, dando un contributo fondamentale alla vittoria del campionato di B, con la conseguente conquista della promozione in A.
La centrale laziale si è raccontata ai nostri microfoni, dal suo arrivo alla Lazio ad oggi, svelando anche il sogno azzurro che intende realizzare e non solo quello.
Giulia, come è nata la tua passione per il calcio? Come hai vissuto i tuoi esordi da giovanissima? Chi sono (o sono stati) i tuoi idoli sia come calciatore che come calciatrice?
“La mia passione per il calcio è nata fin da subito all’età di 5/6 anni. Passavo tutta l’estate a giocare a calcio con mio fratello e mio cugino nel giardino di casa e così a otto anni mio padre mi iscrisse a calcio nella società sportiva del mio paese e da quel momento non ho mai più smesso. Da giovanissima gli esordi che ricordo sono sicuramente quello con la maglia della Juventus under 19 e una delle mie prime partite all’età di otto anni. I miei idoli di quando ero bambina erano Kakà e Ronaldinho”.
Nell’estate del 2023 è arrivata la chiamata della Lazio. Conoscendo la storia e il palmares di cui il club biancoceleste può vantarsi nel calcio femminile in Italia, cosa hai provato quando si è presentata questa possibilità e come ti sei trovata finora alla Lazio e a Roma?
“Quando è arrivata la chiamata della Lazio la scorsa estate ero onorata che un club di questo prestigio fosse interessato a me. Quest’anno alla Lazio è stato un anno magnifico sia per quanto riguarda il lato sportivo, ovviamente vincere il titolo è stata la ciliegina sulla torta di un anno ricco di successi, che dal punto di vista umano, perché Roma è una bellissima città e poterci vivere è stato un altro sogno che mai mi sarei aspettata di realizzare”.
In questa stagione, che si è appena conclusa, avete raggiunto la promozione in Serie A con numeri impressionanti, in particolare quelli che riguardano i “pochissimi” gol subiti (18 su 30 gare). Tu che sei diventata sin da subito la leader difensiva della squadra, dove pensi che sia merito delle tue prestazioni individuali e dove delle prestazioni collettive di tutta la squadra?
“Sono felicissima in primis per la vittoria del campionato ma anche per essere riuscite a subire pochissimi goal appunto, credo che questo sia dipeso sicuramente dal grandissimo lavoro quotidiano sulla linea difensiva che ci ha permesso di avere poi in campo quella sintonia tra le giocatrici che ci ha reso davvero solide dal punto di vista difensivo. Sono certa che i meriti siano di tutte ma ovviamente il fatto che fossimo anche brave individualmente ha aiutato nei momenti di difficoltà a mascherare gli errori individuali”.
Nel post gara di Ravenna, dove avete ottenuto matematicamente la promozione in A, hai dichiarato che il momento clou della vostra stagione è stato il pareggio ottenuto all’ultimo in trasferta contro il Genoa. E’ anche vero però che è stato molto prezioso il tuo assist al bacio per il gol vittoria, realizzato da Gothberg, a Cesena. Non credi?
“Sì certo la partita di Cesena è stata fantastica, una vittoria meritata ma comunque sudata perché il gol non arrivava. Penso che da Genova abbiamo iniziato ad avere più consapevolezza dei nostri mezzi e anche per le avversarie non c’è stato più nulla da fare da quella partita”.
La prossima stagione la disputerete (finalmente) nella massima serie. Anche se è presto per pensarci, come vi sentite all’idea di dovervi confrontare con quelle che sono attualmente le migliori squadre d’Italia?
“Io mi sento molto emozionata all’idea di dover giocare contro le squadre più forti d’Italia, sarà bellissimo poter calcare palcoscenici prestigiosi e dover marcare giocatrici che hanno fatto la storia del calcio femminile italiano”.
Un’altra bella stagione in Serie A (e in Coppa Italia) potrebbe regalare a te e a diverse tue compagne di squadra la convocazione in Nazionale per l’Europeo del 2025. Ci pensi, come immagino che avrai sempre fatto, al sogno azzurro?
“Ci penso sicuramente al sogno azzurro ma ora come ora non è una mia priorità perché ho 25 anni e davanti a me ci sono tantissime altre giocatrici con molta più esperienza, quindi spero il prossimo anno di poter giocare in serie A e dimostrare quanto valgo”.
Dal tuo punto di vista, quanti passi avanti ha fatto il movimento calcistico femminile rispetto al passato e cosa gli manca ancora per potersi sentire trattato alla pari con quello maschile?
“Rispetto al passato ma anche solo rispetto a due anni fa il calcio femminile ha fatto enormi passi in avanti sia a livello di diritti delle calciatrici che dal punto di vista economico. Penso che per arrivare ai livelli del calcio maschile manchi ancora tantissimo, anche se le strutture, almeno qui alla Lazio, sono le stesse le stesse dei nostri colleghi uomini”.
Sempre più società stanno attrezzando i loro centri d’allenamento, in modo tale che le loro squadre femminili abbiano lo stesso “super” trattamento che ricevono quelle maschili. E’ una cosa che sta facendo anche la Lazio per voi aquilotte: sarà pronta per l’inizio della prossima stagione, vero? E cosa prevedrà di preciso?
“Sì, la Lazio ha costruito una nuova struttura riservata solo alla prima squadra femminile con spogliatoi nuovi dotati di ogni comfort per recuperare la forma fisica velocemente. Tutto questo sarà presto disponibile e credo che davvero ci siano tutti i presupposti per fare al meglio questa serie A”.
In tal senso, il passo finale sarebbe far giocare nello stesso impianto (ultramoderno e di decine di migliaia di posti) sia la Prima Squadra maschile che quella femminile per tutti i club. Come ben sai, il presidente Lotito sta cercando di recuperare lo stadio Flaminio come “nuova” casa della Lazio. Dopo l’esperienza fatta domenica 12 maggio all’Olimpico, quanto ti farebbe piacere giocare insieme alle tue compagne biancocelesti nel “nuovo” Flaminio?
“Domenica 12 maggio abbiamo vissuto un’esperienza bellissima allo stadio, è stato davvero emozionante essere acclamate da così tanti tifosi e pensare che in futuro potremmo anche noi avere uno stadio così in cui giocare sarebbe davvero un sogno”.


