La Lazio Women di mister Gianluca Grassadonia ha finalmente raggiunto il suo obiettivo prefissato ad inizio stagione: la promozione (diretta) in Serie A. La sua marcia trionfale, che l’ha portata a vincere il campionato di Serie B, è stata compiuta con ben 25 vittorie (più 4 pareggi e 1 sconfitta) su 30 gare disputate. Inoltre il livello medio delle squadre partecipanti era piuttosto elevato, visto che almeno 9 su 16 (soprattutto Lazio, Ternana, Cesena e Parma) avevano rose di giocatrici veramente competitive, forse non da Serie A ma nemmeno da B. Perciò questa splendida stagione, appena conclusa, può permettere alle biancocelesti di avere un’ossatura già consolidata per il salto di categoria, ma va comunque sfruttata la prossima sessione estiva di mercato per poter ridurre (o eliminare) i difetti che si sono manifestati durante la stagione e che potrebbero avere un determinato peso in quella successiva. Per avere un’idea più chiara su ciò che già va bene e sulle migliorie che si possono fare, occorre analizzare nel dettaglio la rosa della Lazio Women, sia a livello individuale che a livello collettivo, facendo una scrematura della rosa nei 3 reparti.
PORTA E DIFESA – Per quanto riguarda il reparto difensivo nel suo complesso, tra le portiere e le difenditrici, forse c’è poco, se non nulla, da modificare, visto che è stato in assoluto il migliore del campionato, con soli 18 gol subiti in 30 gare disputate. Tra i pali c’è stata soprattutto Emma Guidi (senza dimenticare Fabiana Fierro e Serena Natalucci), la quale, oltre ad essere affidabile, è stata autrice di tante bellissime parate che hanno anche salvato il risultato in più di un’occasione. La linea a 4 di difesa è stata composta la maggior parte delle volte dalle due “frecce bionde” sugli esterni, cioè da Francesca Pittaccio e Maja Gothberg (quest’ultima ha disputato una stagione veramente strabiliante: è stata senza alcun dubbio una delle migliori in assoluto), e dalle due centrali, diventate un muro invalicabile, Giulia Mancuso (arrivata la scorsa estate dal Cesena) e Carina Alicia Baltrip Reyes (arrivata alla Lazio a novembre). Le alternative (Arianna Pezzotti, Raffaella Giuliano, Ludovica Falloni e Marta Varriale) non sono state impiegate molto, ma si sono sempre fatte trovare pronte quando sono state chiamate in causa. Perciò, per la Serie A, potrebbe esserci bisogno di un nuovo elemento nel reparto arretrato solo nel caso di una cessione non programmata. A quel punto, potrebbe servire una difenditrice mancina e, magari, capace di giocare sia al centro che sulla fascia. Di conseguenza, potrebbe fare al caso della Lazio un profilo a scelta tra quello di Giorgia Spinelli, difenditrice centrale classe ‘94 della Fiorentina, e quello di Elisabetta Oliviero, terzina classe ’97 della Sampdoria.
CENTROCAMPO – Anche sul centrocampo biancoceleste si può fare un’analisi simile a quella appena fatta sul reparto arretrato per le seguenti ragioni. Qui la prima calciatrice da nominare è Antonietta Castiello, la mezzala destra e, soprattutto, la capitana della Lazio Women, di cui c’è sempre bisogno in mezzo al campo. Poi c’è Louise Eriksen (sorella del nazionale danese Christian), indispensabile metronomo del centrocampo laziale, la quale, non a caso, ha saltato al massimo una sola gara in stagione. Nel ruolo di mezzala sinistra ci sono non una ma ben due calciatrici da citare. La prima è Eleonora Goldoni, il grande acquisto della scorsa estate (insieme a quello di Maja Gothberg): è la tipica centrocampista offensiva dotata di tecnica ed inserimento in area di rigore, capace di regalare gol (7) e assist per la squadra, cosa che ha puntualmente fatto in questa stagione. La seconda è Sofia Colombo perché vale veramente quanto Goldoni. Infatti, soprattutto quando Goldoni è stata fuori per infortunio, Colombo ha avuto modo di dimostrare tutte le sue qualità, rivelandosi preziosa per le sue compagne di squadra in diverse partite, anche in quelle di cartello, con gol e giocate decisive. A chiudere, non vanno dimenticate le altre che hanno visto poco il campo ma che si sono comunque fatte valere quando sono state impiegate: Melanie Kuenrath, Maria Letizia Musolino (anche se è stata ceduta a gennaio), Giulia Ferrandi e Greta Adami (arrivata a gennaio, in prestito dal Milan). Le ultime due in particolare sono state veramente importanti per la Lazio, soprattutto nei momenti più delicati della stagione, grazie all’enorme bagaglio di esperienza che hanno. Anche in questa zona di campo, a meno di una qualche cessione non prevista, non sono necessari veri e propri rinforzi. Giusto una centrocampista che possa quantomeno alternarsi con Eriksen, in modo tale che le sue compagne, in caso di una sua eventuale assenza dal campo, per squalifica o infortunio, possano sentire il meno possibile la sua mancanza. Qui c’è da segnalare assolutamente la possibilità di ingaggiare Aurora Galli, classe ’96, perno del centrocampo della Nazionale e che è anche in scadenza di contratto a giugno 2024 con l’Everton.
ATTACCO – Nel reparto offensivo delle aquilotte, c’è una calciatrice in assoluto che spicca per talento e senso del gol. Si tratta di Giusy Moraca, che occupa il ruolo di trequartista e che ha trascinato le compagne verso la promozione in A, visto che è stata per distacco la capocannoniera della squadra, realizzando complessivamente ben 17 reti (16 in Serie B, 1 in Coppa Italia) in 30 presenze (28 in Serie B, 2 in Coppa Italia), molte delle quali sono state belle e decisive. Attorno a lei, ci sono le colleghe di reparto che sono tutte buone attaccanti e che hanno avuto modo di dare il loro contributo per il raggiungimento dell’obiettivo, anche beneficiando delle giocate che Moraca distribuiva in attacco, col modulo di riferimento che era il 4-3-1-2. Parliamo di calciatrici come Noemi Visentin, detta Il Cobra, che tra l’altro ha realizzato in campionato ben 12 reti in 28 presenze (in particolare quelle due alla penultima gara, contro il Ravenna, che hanno permesso alla Lazio Women di ottenere matematicamente la promozione in A con un turno di anticipo), Elena Proietti, Evdokjia Popadinova, Adriana Gomes, Claudia Palombi (sorella di Simone, ex Lazio) e Maria Hovmark (arrivata in biancoceleste a gennaio). Sebbene sia stato il 2° miglior attacco della B, con 84 reti, potrebbe essere importante, per la Serie A, acquistare un’altra attaccante, a prescindere dai possibili movimenti in uscita, perché, per restare nella massima categoria (e, magari, mirare a qualcosa di più), è assolutamente necessario avere in rosa un’attaccante di esperienza internazionale. Qui potrebbe fare al caso della Lazio una connazionale e compagna di squadra di Aurora Galli all’Everton e in Nazionale: Martina Piemonte, centravanti classe ‘97 dal fisico veramente imponente (altezza: 178 cm – peso: 67 kg). Sicuramente è un’attaccante che la Lazio non ha attualmente in rosa, sia a livello fisico che in termini di esperienza, visto che, oltre a giocare in Nazionale, ha militato in diversi club importanti, anche stranieri, come Siviglia, Betis, e, appunto, Everton, oltre alle italiane Roma, Fiorentina e Milan. Perciò lei potrebbe veramente rivelarsi molto utile alla Lazio, se il club capitolino dovesse riuscire ad acquistarla in estate.
IN CONCLUSIONE – Comunque sia, consolidare e proiettare in alto la Lazio Women deve essere l’obiettivo di breve-medio termine della dirigenza biancoceleste, rappresentata dal direttore generale Enrico Lotito e dalla direttrice sportiva Monica Caprini (tra l’altro anche ex calciatrice della Lazio, con la quale ha vinto l’ultimo scudetto e le ultime due Coppe Italia della storia delle biancocelesti). La Lazio Women ha sempre una storia degna di rispetto che la contraddistingue, fatta di 5 Scudetti e 4 Coppe Italia, vinte per la maggior parte quando ha avuto in rosa le due calciatrici italiane più forti di tutti i tempi (Carolina Morace e Patrizia Panico) e, in buona parte, quando militavano in rosa anche due delle migliori calciatrici europee di sempre: la danese Susanne Augustesen (la miglior realizzatrice straniera della storia della Serie A, con oltre 600 gol realizzati in totale) e l’irlandese Anne O’Brien. Più della Lazio ha fatto solo la Sassari Torres, che ha vinto ben 7 Scudetti e 8 Coppe Italia, più altre 7 Supercoppe italiane. Tra l’altro le aquilotte, in alcune di quelle stagioni in cui si sono portati a casa questi titoli, giocavano le partite casalinghe proprio allo Stadio Flaminio, tanto caro alla tifoseria laziale e che ora la società sta cercando di recuperare come nuovo stadio di proprietà, trasformandolo in un impianto ultramoderno da circa 50mila spettatori. Sarebbe assolutamente esemplare da parte del club capitolino, in termini di parità di genere, se dovesse decidere di farlo diventare come nuova “casa” biancoceleste sia per la Prima Squadra maschile che per la Prima Squadra femminile, oltre ad attrezzare e a potenziare la parte del centro sportivo di Formello dedicata alle calciatrici, rendendola di egual livello rispetto a quella dedicata ai “loro” colleghi maschi. Perciò, è forse arrivato il momento di tornare a difendere e a rafforzare quella reputazione che ha sempre avuto la Lazio Women. E’ ora che torni a volare alto come osano le aquile, cioè come osa Olympia.



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C é chi viene promosso in Serie A mentre c é chi la vince la Serie A…
Come c é chi perde un Derby 10-0 … 🤣