Impressioni Accardo: Lazio spenta e rimandata a gennaio

Note sparse di una notte di mezza stagione (e di fine anno). È vero quel che dice Sarri: il secondo posto dell’anno scorso della Lazio e la qualificazione con un turno d’anticipo per gli ottavi di Champions League sono stati un mezzo miracolo e non vanno sottovalutati, ma è altrettanto vero che lo spettacolo rappresentato dai nostri è stato quasi sempre deprimente quest’anno, stasera compresa. E si fatica a capirne il motivo, per la verità, visto che con gli stessi giocatori o quasi l’anno scorso giocavamo al ritmo di una playstation. Non solo vincevamo, ma spesso lo facevamo in maniera convincente. Che diavolo è successo, allora? È vero che, come comincia a sussurrare qualcuno, si è rotto qualcosa nello spogliatoio dopo le divergenze di strategia in sede di mercato? Quel che è certo è che molti calciatori sembrano la brutta copia di quelli che abbiamo applaudito fino a giugno.

Intendiamoci quello di stasera era il banco di prova meno probante per misurare la temperatura della Lazio: l’Atletico non perde in casa da circa un anno; una sconfitta ci può stare, ma non giocando così male, senza mai dare l’impressione di essere pericolosa. E allora, siccome siamo giunti quasi a metà stagione, è ora di fare i primi scrutini e cominciare a dare qualche giudizio, che valgono non solo per oggi ma per l’intera stagione Immobile. Spiace dirlo, ma Ciro è stato ancora una volta uno spettatore non pagante. Sempre in ritardo sugli anticipi, quasi mai in grado di dettare il passaggio in profondità, implacabilmente surclassato da terzini più arrembanti di lui. Depresso.

Hysaj e Marusic. I terzini sono stati stasera imbarazzanti, ogni tanto in stato confusionale: si sono spartiti a testa la responsabilità dei due gol, che erano evitabili se i due calciatori fossero stati più lucidi. Indifendibili. Luis Alberto. Dopo un inizio di stagione scoppiettante che aveva spinto qualche osservatore a ribattezzarlo “Luce Alberto”, si è rintanato anche lui in un grigio anonimato che è sintomatico della fase critica che stiamo attraversando. Spento. Pedro. Nonostante i 36 anni, nel primo tempo è sembrato il più arzillo di tutti, e ciò è tutto dire. Inossidabile. Guendouzi. Senza fare sfracelli, il francese è l’unica vera buona notizia di questa stagione un po’ deprimente. Consolamose co’ l’aglietto. Felipe Anderson. Dopo tante partite deludenti stasera è entrato col piglio giusto: speriamo che duri. Redivivo.

Sarri. Ma la vera delusione – è ora di dirlo – è il nostro, caro, Sarri. Ha un bel dire che l’ambiente della Lazio non è equilibrato nel valutare i risultati, ma a ben vedere al di là di una qualificazione agli ottavi arrivata in maniera piuttosto fortunata, quest’anno c’è poco da stare allegri. Non lo si può essere per una classifica di campionato che ci vede in drammatico ritardo, con degli scivoloni incredibili contro squadre molto più deboli; ma non lo si può essere nemmeno per un gioco di rara bruttezza, in cui sembra mancare proprio la voglia di vincere. E il dogmatismo tattico non aiuta.

Un esempio: inutile avere in rosa un calciatore come Luca Pellegrini che dà il suo meglio con le sovrapposizioni sulla fascia se si proibisce all’ala di turno di servirlo in profondità. Stasera Zaccagni lo ha fatto una sola volta, e Luca ha messo una palla pericolosa in area che con un po’ di fiscalismo in più avrebbe potuto fruttare un rigore su Castellanos. A dire la verità, senza con ciò voler creare inutili allarmismi, a noi è parso che la squadra sia ormai poco disposta a seguirlo. Sfasato.

Se queste note siano troppo feroci lo capiremo presto: domenica c’è la mission impossible contro un Inter quasi invincibile, poi molto probabilmente il derby di Coppa Italia, quindi la Supercoppa italiana nella nuova formula a quattro squadre. In questo mese si parrà la nostra nobilitade. La speranza di chi scrive, naturalmente, è che a sbagliarsi sia lui e non il nostro allenatore.

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Fabrix
Fabrix
2 anni fa

Le tue note non sono affatto feroci. A mio modesto avviso, ormai è chiaro un fatto: abbiamo diverse tipologie di giocatori (modesti, sia a fine ciclo con la ns maglia, sia ex giocatori che non vogliono dare il massimo o impegnarsi con il coltello tra i denti), che non riescono ad essere amalgamati, motivati e guidati da un allenatore sopravvalutato. Sbagliato insistere su uomini come Maruŝić e Hysaj che hanno finito con noi, Immobile va gestito meglio e fatto entrare x l’ultima mezz’ora, Vecino forse gioca in un ruolo non suo, Pedro può giocare solo un tempo, LA in questo tipo di partite si spegne (altro ke luce). Non tiriamo in porta o tiriamo male e dimostriamo limiti tecnici nel gestire la palla. In queste condizioni usciremo dalla coppa italia, figuraccia in supercoppa e faremo due partite da comparsa con una squadra forte in Coppa Campioni. Quest’anno arriviamo a 40/41 punti per salvarci e a giugno revolution con dipartita di molte zavorre (Sarri incluso).

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