“Da quando sono qui mi sono sempre posto un problema. Una squadra di calcio, oltre a portare risultati, deve trasmettere dei messaggi. La prima cosa è la salute. Ho sempre cercato di coniugare la salute al resto. ‘Mens sana in corpore sano’”. Ha esordito così Claudio Lotito nel suo intervento al congresso Focus on football medicine, convengo organizzato dal medico della Lazio Fabio Rodia e arrivato alla seconda edizione.
Il presidente Lotito ha poi continuato: “Da quando sono in questa società, ho curato l’essere umano nella sua completezza non solo dal punto di vista sportivo. Abbiamo uno staff completo con 17 specialisti presenti nel Lazio Lab. Un tema importante sicuramente sono gli infortuni. Nel corso degli anni abbiamo curato azioni per prevenire questi fenomeni. Abbiamo tanti specialisti in società tra cui anche un podologo e un gnatologo. Abbiamo un tapis roulant particolare dove l’atleta corre e si vede come poggia il piede per evitare danni alla caviglia e alle cartilagini. Ci siamo dedicati a un’azione volta a prevenire e poi curare. Abbiamo partnership con aziende importanti che costruiscono macchinari su nostre richieste. Il nostro interesse come squadra di calcio è mettere immediatamente in campo l’atleta, ma solo quando è perfettamente guarito. Gli atleti hanno capito il nostro modo di agire e si affidano alle nostre cure confidando nelle nostre qualità. Iniziative come questa sono fondamentali per capire l’approccio per determinati traumi, il confronto diventa determinante. Il calcio è uno sport di gruppo, si vince tutti insieme. Anche nella medicina confrontarsi porta a migliorare”.
“Il Lazio Lab è in continua evoluzione. Vorremo allestire anche altre attività. Un’atleta deve avere la certezza dello stato di salute, sapendo di essere sempre assistito. I tempi di recupero della Lazio sono abbastanza contenuti e quindi lo sforzo del nostro staff medico è fondamentale per dare certezza di risultato. Se gli atleti hanno condizioni fisiche efficienti, allora arrivano grandi prestazioni”.
A margine, Lotito ha parlato anche delle scommesse illecite: “I giocatori dovrebbero essere più seguiti dalle società o di procuratori? La Lazio cura non solo l’atleta, ma l’essere umano a 360 gradi dal punto di vista psicologico e familiare per far sì che sia un portavoce di aspetti valoriali, non solo di risultati sportivi materiali. Poi purtroppo dipende dalle persone: in una famiglia con quattro figli, magari tre si comportano in una certa maniera e uno purtroppo no. Io mi auguro che, per quanto ci riguarda, i miei giocatori siano fuori dal meccanismo di deviazione dell’utilizzo della propria professione per questo tipo di attività. Punto, poi se uno va giocare alla roulette a Montecarlo…”
“Nessun caos, dobbiamo rimanere con mente fredda e piedi ben saldi. Vediamo quali sono gli elementi veri, attuali, formali e sostanziali che emergono dalla carte e dall’autorità giudiziaria, e sulla base di questi faremo le nostre considerazioni. Si parla di 40 giocatori coinvolti? I latini distinguevano tra ‘dicunt’, dicono, e ‘dicitur’, si dice, si parla. Andare a criminalizzare preventivamente una situazione per me è sbagliato, vediamo di cosa stiamo parlando. Se prendiamo un giocatore che gioca al videopoker è una cosa, se gioca altro, è un’altra. E inutile che ci facciamo la testa prima di rompercela. Non penso e mi auguro che non tutte queste persone giocavano. Stiamo facendo clamore su una cosa di cui non sappiamo la portata. Bisogna aspettare il risultato delle indagini”.



Al limite patteggiamo…scherzi a parte se decidono di andare fino in fondo parecchie squadre conteranno i feriti…
Un disco rotto come sempre
speriamo ma da indiscrezioni sembra di si
Dicitur, dicunt, mens malsana in corpore sano, ma stiamo al liceo? Che strazio