Questi i passaggi principali dell’intervista dello spagnolo al Corriere dello Sport:
“Sarri? Il nostro era un rapporto un poā strano. La squadra stava giocando senza di me e, giustamente, io volevo il campo. Gli chiesi se potevo andare in prestito per sei mesi. Anche per prendermi un poā di responsabilitĆ , andar via mi avrebbe aiutato, avrebbe aiutato me e il Cadice. Sembriamo molto diversi e invece siamo molto simili. Proprio per questo abbiamo vissuto momenti un poā cosƬ. La mia testa andava da una parte, la sua da unāaltra. Un allenatore deve pensare al bene del gruppo e non tutti gli allenatori, in certi momenti, sanno gestire alcuni giocatori. Ne abbiamo parlato, tranquillamente. Lāanno scorso si ĆØ presentato dopo dieci giorni, senza aver visto nessuno, per la preparazione di novembre e dicembre, con il campionato fermo per il Mondiale. Io volevo il Cadice, ritrovare la migliore condizione fisica, giocare. Lui avrĆ notato qualcosa di diverso in me e mi ha detto ātu non vai da nessuna parte, se ti alleni bene giochi sempreā. Da gennaio in avanti ĆØ cambiata la musica e anche la mia testa. Per me la Lazio ĆØ tutto, ĆØ la seconda casa. Roma sarĆ per sempre la mia seconda casa, ne ho una di proprietĆ anche per questo motivo. I miei figli vogliono restare qui, sono romani. In estate hanno trascorso un mese in Spagna, non vedevano lāora di rientrare a Roma. Dicono che questo ĆØ il loro posto. Mia moglie ĆØ felice, ed ĆØ la cosa più importante. Qui abbiamo tutto quello che desideriamo. Inizio di stagione? Per ora ĆØ una Lazio un poā confusa. Io mi aspetto buone cose dopo la vittoria sul Torino, un passaggio fondamentale, crisi evitata. Pensavo che saremmo ripartiti anche dopo lāAtletico Madrid, battendo il Monza, invece ci hanno messo spesso sotto. Assist a Provedel? Ho tirato lƬ forte, ho visto che cāera tanta gente: tiro forte e vediamo se la prende qualcuno dei miei. Lāha presa chi non mi aspettavo, Ivan. Un gol da attaccante. Non meritavamo di perdere. Alla fine siamo questi, contro le squadre più difficili facciamo prestazioni migliori, con le piccole soffriamo. Questāanno ĆØ tutto strano, abbiamo lavorato benissimo nel pre-campionato, ci dicevamo ācazzo, come si sta allenando la squadra!ā. Arriva la partita di Lecce e nel secondo tempo non stavamo in piedi, poi con il Genoa sessanta minuti buoni ed ĆØ finita comunque male. Il più amato? Io credo che lāimmagine della Lazio sia Ciro, anzi ĆØ Ciro. Rispetto tanto la societĆ , cosƬ come rispetto Ciro e penso che sia lui lāemblema della squadra. Ha fatto tante cose belle. Non so cosa dicano o pensino di me, fuori di qui. Non ho questa preoccupazione. Sono anni che sento voci, tante voci e di ogni genere. Buone, cattive. Non mi sfiorano nĆ© le une, nĆ© le altre. Io sono cosƬ, sono un poā strano.”



Il maho otelma. I grandi. Sono altri. Tipo baggio totti de rossi. Del piero falcao ecc. Ecc. No sto mezzo giocatore
Io starei attendo a dargli le chiavi della squadra
Sei un grande Mago!!!!