Lazio, Diamo i Numeri: primo gol per Basic, seconda gioia per Patric

Tutti i numeri della vittoria con la Lokomotiv, a cura di Daniele Caroleo

Vittoria per 2 a 0 contro la Lokomotiv Mosca allo Stadio Olimpico e primi 3 punti stagionali in Europa League per la Lazio di Maurizio Sarri. Con questo successo i biancocelesti mantengono invariata la propria imbattibilità casalinga stagionale (3 vittorie ed un pareggio in 4 partite tra campionato e competizione europea). Un successo per altro arrivato contro una squadra che vantava una striscia positiva stagionale, tra campionato e coppe, di ben 10 partite consecutive, con l’ultima sconfitta che risaliva addirittura al 17 luglio scorso, nella finale di Supercoppa di Russia, contro lo Zenit.

I gol della partita dell’Olimpico, segnati entrambi nella prima frazione di gioco, portano la firma di Toma Basic e di Patric: 2 marcature per 2 storie sostanzialmente diverse. Il centrocampista croato, giunto a Roma negli ultimi giorni di questa sessione di calciomercato, secondo alcuni, a causa del poco utilizzo iniziale da parte di mister Sarri, sembrava destinato a restare relegato nell’anonimato (vista anche l’acerrima concorrenza nel centrocampo della formazione capitolina), per poi diventare, nonostante la lunga attesa per il suo arrivo nel corso di questa estate, una delle tante meteore gravitate in quel di Formello; lo spagnolo, invece, ha da poco iniziato la sua settima stagione in maglia biancoceleste, con il destino sempre caratterizzato dalle diverse critiche (spesso ingiuste e frettolose) piovute costantemente sulla sua testa e con le valigie perennemente pronte, perché, sempre secondo alcuni, non poteva essere considerato parte del progetto Lazio.

Basic è arrivato dal Bordeaux, squadra francese dove ha avuto modo di consacrarsi e mettersi in mostra per le sue diverse qualità in mezzo al campo, basate soprattutto sulla fisicità e sulla duttilità. Nell’ultimo campionato di Ligue1 ha collezionato 34 presenze (saltando, quindi, solo 4 partite) e 4 gol (e ha anche giocato le prime 3 partite del campionato 2021/2022, prima del trasferimento a Formello), ma nelle 3 stagioni giocate con la maglia del club transalpino (così come quando giocava nell’Hajduk Spalato) non ha mai avuto modo di esordire nella fase a gironi di Europa League (nel 2018/2019, quando il Bordeaux era riuscito ad ottenere la qualificazione alle fasi finali di Europa League, la società, per errore, si dimenticò di inserirlo in lista, non consentendogli quindi di prendere parte alla competizione). Contro la Lokomotiv Mosca, quindi, per lui, è stato un doppio esordio: la prima da titolare con la maglia della Lazio (in campionato era subentrato, a partita in corso, nell’ultimo quarto d’ora della sfida contro il Milan, a San Siro) e la prima in assoluto in una fase finale di una competizione europea. Una sfida importante per lui, celebrata con un gol di testa, siglato al 13’ grazie ad un delizioso assist di Pedro e ad una bellissima progressione di Felipe Anderson. Un gol (ed una prestazione certamente di livello) che dovrebbero zittire (speriamo) chi già lo dava per spacciato, dopo poco più di un mese dal suo arrivo.

Patric, invece, alla Lazio ci è arrivato all’inizio della stagione 2015/2016. Proveniente dalla cantera del Barcellona (con i blaugrana ha anche esordito in Champions League, il 26 novembre del 2014, in occasione della partita della fase a gironi persa per 2 a 1 contro l’Ajax: la sua unica presenza con la prima squadra catalana). Nella Lazio ha sempre dovuto faticare parecchio, anche a causa di alcune sue prestazioni, per ritagliarsi uno spazio, ma nel corso degli anni è riuscito comunque ad ottenere la fiducia degli allenatori che si sono avvicendanti sulla panchina biancoceleste, grazie anche alla sua capacità di potersi adattare a diversi ruoli (ha giocato come terzino, come quinto, sia a destra che a sinistra, e come centrale in una difesa a 3, per poi essere impiegato e diventare la prima riserva della nuova difesa a 4 della Lazio di Maurizio Sarri, nonostante lo scetticismo generale). Nella sfida contro la Lokomotiv, prima della rete realizzata al 38’, aveva già tentato per 2 volte, di testa, di bucare la porta avversaria. Quella in Europa League, per altro, è la sua seconda marcatura in maglia biancoceleste, dopo quella segnata in Coppa Italia contro la Cremonese il 14 gennaio 2020, in un totale di 127 presenze complessive con l’aquila sul petto. Un gol che mette la ciliegina sulla torta su una prestazione assolutamente perfetta del calciatore spagnolo, che in questo modo sta riuscendo a fugare ogni dubbio sul perché Sarri abbia voluto fortemente puntare su di lui.

Nota finale (e doverosa) per Thomas Strakosha. Non può essere considerato solo un caso, infatti, se il primo clean sheet stagionale della Lazio (fino alla sfida contro la Lokomotiv Mosca, infatti, la formazione biancoceleste aveva sempre subito almeno un gol nelle 7 partite disputate tra campionato ed Europa League) viene ottenuto con il portiere albanese a difesa dei pali. Un risultato conquistato anche grazie ad un suo decisivo intervento nella prima frazione di gioco e che lo riscatta in merito a quanto accaduto ad Istanbul, contro il Galatasaray. La fiducia del mister (che lo ha confermato come portiere nella competizione europea), dei suoi compagni di squadra e dei tifosi, faranno certamente il resto.

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