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Lazio – Fiorentina, Sarri: “Per il salto di qualità occorre essere sempre equilibrati in tutto”

Lazio – Fiorentina, le parole di Maurizio Sarri alla conferenza stampa pre gara per presentare la sfida di domani contro i Viola.

3 vittorie consecutive, ma serve continuità. Secondo lei cosa occorre per fare il salto di qualità?

“Bisogna essere equilibrati in tutto: sensazioni ed analisi. In più non mai bisogna andare in ‘over’ di pessimismo e in ottimismo. Visti i nostri trascorsi, la partita di domani è una trappola per questo motivo, serve il salto di qualità definitivo”. 

Molti giocatori sono migliorati, come Zaccagni.

“Non so se essere contento o inca****o lui per essere esploso solo ora. Io quando lo vedevo prima ho sempre avuto questa sensazione”.

Teme la cosiddetta ‘cilindarata’ mentale?

“Temo più che altro il fatto di aver speso troppe energie nervose e, di conseguenza il ‘down’. La continuità è l’unica cosa che manca a questa squadra”.

Come sta Immobile?

“Finora non ha fatto un allenamento completo con me. Lui ha sensazioni positive e vorrebbe mettersi subito a disposizione, ma l’ultima parola spetta ai medici che vogliono essere più prudenti. L’ecografia sembra pulita. Vediamo i riscontri di oggi, poi si deciderà”.

La squadra ha timore di ripetere gli stessi errori?

“La squadra non da mai sensazioni a priori perché si allena con applicazione sempre. Se fosse possibile capire a priori tutto sarebbe tutto più facile. La stanchezza che ho visto in questi giorni è fisica più che altro, perciò bisogna dare fiducia a questo gruppo”.

Prevede di fare turnover?

“Ieri ci siamo allenati a 48 ore dalla partita. Se la stanchezza è solo fisica non ho preoccupazione, se è mentale è più difficile recuperare. Vediamo l’allenamento di oggi quali indicazioni ci da”

Quale partita bisogna aspettarsi domani rispetto all’andata?

“All’andata il risultato non ha rispecchiato la prestazione fatta da entrambe le squadre. La Fiorentina sta pagando il fatto di non saper concretizzare, soprattutto in questa fase di stagione. È prima per baricentro, terza per tiri fatti, quarta per occasioni create per esempio. Nella partita singola è una squadra pericolosissima”

Si può migliorare anche la prestazione bellissima contro il Milan?

“Sicuramente, dal punto di vista tattico abbiamo fatto meglio il primo tempo, rispetto al secondo, dove abbiamo fatto più fatica a salire e a scivolare. Inoltre la squadra era meno corta e stretta”. 

Cancellieri è migliorato o no?

“Lui ha fatto un miracolo perché ha fatto un salto impressionante tra Verona e Roma, soprattutto in termini di minuti giocati quest’anno rispetto l’anno scorso. Ha giocato 200 minuti in una stagione con il Verona, e a metà stagione con noi ne ha già giocati 540”.

Come stanno Marusic e Hysaj?

“Marusic sta bene, lo abbiamo fatto riposare un po’, ma sta bene ed è in buone condizioni fisiche e mentali, come Hysaj”.

Come si spiega il miglioramento in difesa? La Lazio ha vinto quasi sempre senza subire gol.

“La solidità difensiva è il primo mattone da mettere in una partita e non va mai sottovalutata perché per mantenerla occorre spirito di sacrificio. Così siamo solidi e quest’anno lo siamo più continuamente, altrimenti diventiamo vulnerabili e tutto diventa più difficile”.

Sulla media punti, pensa che basti farne 2 medi a partita per arrivare in Champions? Negli ultimi 5 campionati la media punti da Champions era di 73 punti.

“Stai parlando con uno che ha perso un campionato con 91 punti, non è mai successo. Della media me ne faccio poco”.

Una classifica così corta mette pressione alle squadre in lotta Champions?

“La competizione aumenta le prestazioni di tutte le squadre, poi i punteggi dipendono dalla quota salvezza: in base al rendimento delle squadre che lottano per retrocedere, si alza o abbassa la soglia. Ogni campionato ha una storia a sé”

Cataldi è migliorato molto e si parla poco di lui. Quanto gli manca per essere un nuovo Jorginho?

“Gli manca poco ma deve essere se stesso. È cresciuto in maniera esponenziale, adesso è forte. E’ meno considerato rispetto a quanto merita perché è romano e cresciuto nella Lazio, se fosse stato pagato 20 milioni se ne parlerebbe di più di lui”.

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1 anno fa

Sempre le stesse parole ,ma i fatti sono altri

DajeSSL1900
DajeSSL1900
1 anno fa

Per una volta mi tocca essere d’accordo: se Danilo si chiamasse Kataldù, Cataldao o Kataldic, lo considererebbero di sicuro di più! Col che la xenofobia è di sicuro sbagliata, ma pure l’esterofilia a tutti i costi non scherza…

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1 anno fa

Sveglya

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