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Lazio Primavera, Sanderra: “Bisogna capire le nuove generazione per creare dei lottatori oltre che dei semplici calciatori”

Alla vigilia della prima di Campionato l’allenatore della Lazio Primavera ha parlato ai media ufficiali del club.

Inizia domani la corsa della Lazio Primavera verso la promozione, obiettivo dichiarato per gli aquilotti, sfuggito l’anno scorso. Oggi il nuovo mister Sanderra ha parlato così ai microfoni di Lazio Style del percorso che i suoi ragazzi saranno chiamati a fare quest’anno:

Sono contento di essere giunto alla Lazio, è un traguardo importante per me. La chiamata di Lotito e Fabiani mi ha reso orgoglioso, è stato il coronamento di un lungo percorso tra il Sud Italia e Malta. Il nostro è un gruppo composto da calciatori presenti già lo scorso anno e volti nuovi. Siamo in costruzione, c’è bisogno di tempo. È giunta l’ora dei tre punti in palio, i ragazzi sono pronti anche se ancora non abbiamo tutti a disposizione. Ho trovato dei ragazzi molto ordinati e disciplinati, forse devono un po’ crescere caratterialmente perché il calcio non è solo tecnica e tattica. Sicuramente hanno tutte le potenzialità per dimostrare al meglio le loro caratteristiche. Io lavoro molto sull’aspetto caratteriale, le mie squadre non mollano mai.

Credo che tra un mese si potrà vedere una Lazio competitiva al massimo per tornare in Primavera1 anche se l’obiettivo è preparare qualcuno per la prima squadra. In Primavera è necessario già guardare il risultato in maniera maggiormente importante rispetto a ciò che accade nel Settore Giovanile. In Primavera c’è anche una formazione psicologica dei ragazzi, perché da un uomo migliore ne deriva un calciatore migliore.

Il mio percorso nel sud Italia è stato un tour molto lungo che mi ha arricchito tanto e l’esperienza a Malta mi ha completato. Questo mi permetterà di lavorare bene sotto l’aspetto tecnico tattico, ma anche caratteriale. Bisogna capire le nuove generazione per creare dei lottatori oltre che dei semplici calciatori. Mi sto riappassionando alla Primavera, i ragazzi stanno rispondendo bene. Ho iniziato il percorso nel Settore Giovanile romano unendo la passione alla laurea in scienze motorie. Sono venuto alla Lazio anche perché in prima squadra c’è Sarri, un tecnico che è stato un compagno di corso.

Partiremo dal 4-3-3 nel solco della prima squadra, ma in campo se i ragazzi compiono degli adattamenti possono arricchirsi. In ogni caso, non sono ancorato a determinati schemi di gioco. Un romano alla guida romana è un aspetto importante perché può permettere di cogliere al meglio l’umore della città e dei ragazzi. Al momento gli allenamenti romani e del sud credo che siano un po’ sottovalutati. Sotto questo aspetto la mia storia potrebbe offrire un po’ di linfa agli altri tecnici“.

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