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Lazio, Parolo intervista Immobile: “I segreti, le stanze e Inzaghi”

Race For The World, Parolo: "Immobile è più teso oggi che prima di un rigore"

Lazio, bellissima chiacchierata su Dazn tra Parolo e Immobile: di seguito un estratto scritto

Parolo: “Non bisogna disturbare il riposo del bomber. La stanza è il momento principale di un giocatore. Sono gli ultimi momenti in cui ti concentri prima della partita. Cosa succede?

Immobile: “Ci sono quei momenti che aspetti per salire in pullman o per fare la riunione. Sono gli ultimi momenti per sentire la famiglia, ascoltare una canzone. Ognuno poi si concentra a modo suo giustamente. È un momento davvero profondo se ci pensi”.

Parolo: “Ho una curiosità sull’essere attaccante. Secondo me voi avete dei superpoteri perché quando siete davanti al portiere è come se fermassi le immagini e hai un’istantanea in cui capisci dove calciare. Come se si blocca il tempo e tu vedi il movimento del portiere che magari mette giù prima la gamba e tu decidi ‘gliela calcio sul palo lungo o su quello corto’. È un qualcosa che ti capita o è come viene?”

Immobile: “Un po’ è istinto sicuramente e un po’ è anche esperienza”.

Parolo: “Ma tu li studi i portieri?”

Immobile: “Si, ma io ho fatto tanti gol di istinto soprattutto quando ero più giovane. Tanti gol so dove va a finire la palla, so dove voglio metterla. Ho fatto tanti gol già prima di averli fatti. Mi spiego meglio. Già immagino il gol durante l’azione”.

Parolo: “Bella questa. Mentre parte l’azione tu sai…”

Immobile: “Già so come potrebbe finire. Ad esempio io ho avuto un’occasione con il Bologna, un tiro di sinistro nel primo tempo. Durante la conduzione del pallone avevo pensato di fare il cucchiaio”.

Parolo: “Con il sinistro? Te la sentivi”.

Immobile: “Si”.

Parolo: “Allora vedi che autorità. Sei diventato veramente Ciro Immobile”.

Immobile: “Ti spiego per quale motivo. Ero messo un po’ laterale e il portiere riusciva a coprire tutta la porta come ha fatto. Però alla fine quando sono arrivato davanti a lui la palla mi è rimbalzata davanti e quindi non sono più riuscito a mettere il piede sotto e ho provato a tirare nel miglior modo che potevo. E poi Skorupski ha fatto una bella parata ed è andata così”.

Secondo atto: il biliardo

Parolo: “La 15 già l’hai messa lì. Ne abbiamo fatte tante di partite qua…”.

Immobile: “Si, qua è dove costruivamo le nostre vittorie in campo. Per legare un po’ tutti passavamo le serate in ritiro”.

Parolo: “Chi era il campione qua?”.

Immobile: “Giocondo dai (il cuoco della Lazio, ndr)”.

Parolo: “Poi ce n’era un altro che voleva rubargli il posto ma è sempre arrivato secondo”.

Immobile: “Inzaghi”.

Parolo: “Tu sei primo in quasi tutte le classifiche, destra e sinistra. Però qua dove ti metti? Sincero con te stesso…”.

Immobile: “Uno degli ultimi. In una classifica di venti direi diciassettesimo o diciottesimo”.

Parolo: “L’importante è partire con l’umiltà giusta. Però il colpo di fantasia ce l’avevi sempre”.

Immobile: “Si, dipende dalla giornata”.

Parolo: “Il colpo del bomber ogni tanto c’era. Ti riporto alla mente la stagione 19/20. Tu hai fatto il record di gol (36). Ma tu ti ricordi come è iniziata quella stagione durante Lazio – Parma?”.

Immobile: “Ho avuto una discussione con Inzaghi”.

Parolo: “Inter – Lazio non hai giocato e Lazio – Genoa poi segni e lo abbracci. Cosa è successo in quelle due settimane?”.

Immobile: “Con il Parma ho fatto un errore io. Dopo la sostituzione ho sbraitato un pochino perché avevo troppa voglia di giocare. Poi nelle settimane dopo il mister mi ha detto che non se lo aspettava da me, c’era rimasto un po’ male. Poi l’abbraccio con il Genoa…”.

Parolo: “Ti sei fatto perdonare. Forse gli hai promesso che facevi il record di gol e l’hai mantenuto”.

Immobile: “No, no. Niente del genere però alla fine dell’anno nel complesso se vedi tra quell’episodio e gli altri è andata bene dai”.

Palla 9 vicinissima alla buca. Parolo: “Questa è facile non puoi sbagliarla”.

Immobile: “Troppa pressione”.

Parolo: “Tipo quando dovevi fare il trentaseiesimo gol. Ti ricordi? Dovevi eguagliare Higuain e ti era salita la pressione e l’adrenalina. Però poi dopo quando hai fatto gol…”.

Immobile: “C’è stata la partita che ho sofferto di più che è stata quella col Brescia in casa perché ero a 34 gol insieme a Lewandowski che però aveva giocato una partita in meno. La classifica della Scarpa d’Oro a parità di gol la vince chi ha giocato meno partite. Quella partita volevo fare gol per forza e la palla non entrava. Ci stavano Tucu, Luis, Sergej che mi passavano sempre la palla e mi volevano far segnare per forza. Poi alla fine ci sono riuscito, ho superato Lewandowski e ho giocato l’ultima partita a Napoli un po’ più sereno”.

Parolo: “E lì hai eguagliato Higuain. È stato bello per tutti. Adesso che c’è Lazio – Inter ci fai una promessa?”.

Immobile: “Lazio – Inter è sempre una sfida particolare per noi e per i tifosi visto il gemellaggio e cosa è successo nelle partite negli ultimi tempi. Tra il gol di Vecino, quello di Felipe l’anno scorso…”

Parolo: “Adesso Vecino è arrivato, non c’è più il problema (ride, ndr)”.

Immobile: “Da quando il mister è andato lì è ancora più bello sfidare il nostro passato. Tutti hanno quella motivazione in più”.

Parolo: “Dai ti faccio fare l’ultima buca. Scegli te”. Ciro esegue e Marco aggiunge: “Quando c’hai lo spazio sei finalizzatore. Peccato che non c’è la palla numero 17. Perché adesso gli attaccanti vanno tutti sul secondo palo e prima andavano tutti sul primo? Hai impostato una nuova moda?”.

Immobile: “Sto vedendo anche io. Pure Lukaku ha fatto gol a Lecce sul secondo palo”.

Parolo: “Vlahovic ogni tanto si sfila sul secondo. Cominciano a studiarti”.

Immobile: “Sai che c’è. Dipende pure dall’azione. A volte mi sfilo perché per andare sul primo devi avere lo scatto bruciante, tipo il mio gol a Milano con il Milan sul cross di Lazzari, il centesimo”.

Parolo: “Tu hai reso famoso Manuel. Adesso possiamo dirlo”.

Immobile: “Nel quadro dei 100 gol che sta a casa mia c’è anche Lazzari. Là devi avere lo spunto. Alla seconda azione non ce la fai ad andare sul primo e ti sfili sul secondo. Cerchi di tenere le energie per dopo”.

Parolo: “Prima c’era la leggenda del primo palo…”.

Immobile: “I gol sul primo palo, e invece…”.

Parolo: “Io li ribattezzerei i gol alla Immobile. C’era la teoria vai sul primo, ma Ciro fa gol sul secondo. Non c’è storia”.

Immobile: “Su questo litigo anche con Sarri. Pure lui mi dice sempre ‘primo, primo'”.

Parolo: “Mi sa che poi è contento però…”. E scoppia la risata tra Marco e Ciro.

Atto terzo: la terrazza di Formello

Parolo: “È cambiata la terrazza da quando sei arrivato. Penso sia cambiato anche il tuo mondo Lazio. Non so se ci stai pensando o ci vuoi arrivare. 274 sono i gol di Piola”.

Immobile: “Ne mancano altri 100, anzi 90. Lo sai come la penso. I numeri di ogni stagione ci tracci una linea e sotto ti viene il totale di quello che hai fatto in Champions, Europa League, Coppa Italia, campionato. È ovvio che più vado avanti e più diventa interessante quello che mi dici, però lo sai che non ci penso”.

Parolo: “Però a livello nazionale c’è ancora il dubbio su Ciro Immobile. Non ti sentì un po’ non considerato per quelli che sei. Tu secondo me puoi permetterti di dare giudizi su tutti per quello che sei per il movimento italiano”.

Immobile: “Sai come la penso su questo. Ci sono varie opinioni di alcuni non di tutti che a volte mi fanno pensare, a volte mi ci faccio una risata, a volte mi ci arrabbio. Credo che poi alla fine di tutto tutte le persone che mi vogliono bene mi dicono che quando smetterò di giocare si renderanno conto veramente”.

Parolo: “L’idea mia è che la consapevolezza e la forza che hai tu adesso trasportata nei due anni a Dortmund e Siviglia, avresti reso per quello che sei veramente. Non avresti avuto bisogno di alcune situazioni che in quel momento non avevi”.

Immobile: “Probabilmente avrei avuto bisogno di un po’ più di tempo a Dortmund. Lì mi sentivo veramente bene nei primi sei mesi. A Siviglia non mi sono preso con l’allenatore e può capitare. A Dortmund, invece, si poteva fare sicuramente qualcosa in più”.

Parolo: “Voglio fare un gioco con te. Ti faccio un elenco di attaccanti della Serie A e mi dici più o meno quanti gol faranno. Iniziamo con Lukaku”.

Immobile: “Credo che abbia parecchia rabbia dentro. Dico dai 20 ai 25”.

Parolo: “Lautaro?”.

Immobile: “O li fa uno o li fa l’altro. Secondo me dai 13 ai 18”.

Parolo: “Vlahovic? Il tuo avversario dell’anno scorso”.

Immobile: “Più di 20 sicuro. Li ha nelle corde”.

Parolo: “Al Milan è un po’ diverso perché ha un gioco più corale e ruotano in tanti davanti. Prendo Giroud”.

Immobile: “Tra Giroud, Origi e Rebic 30 gol li fanno. 35 dai”.

Parolo: “Tu li puoi eguagliare (ride, ndr). Mi intriga Jovic”.

Immobile: “Dico non più di 15”.

Parolo: “Osimhen?”.

Immobile: “È un attaccante che mi piace molto. Voglio dire un numero preciso. Secondo me fa 19 gol”.

Parolo: “Questa è una gran giocata. Sei tu il bomber. Poi c’è la coppia Zapata – Muriel”.

Immobile: “Tra i 25 e i 30 tutti e due insieme”.

Parolo: “E poi c’è il derby con Abraham e Dybala”.

Immobile: “Se anche quest’anno fa gli stessi gol dell’anno scorso si può parlare già di un bomber che ha fatto tanti gol per due stagioni consecutive. Credo dai 15 ai 20”.

Parolo: “E Immobile? Manca Ciro”

Immobile: “(Ride, ndr) Per ora sto a uno”.

Parolo: “Grazie Ciro. Ti mando ad allenarti. Un ultima cosa. Quando eravamo in ritiro ogni tanto tornavo in camera, tu giocavi alla PlayStation e poi prendevi e uscivi. Non mi hai mai detto dove andavi e io non ho mai chiesto nulla. Andavi fuori a pensare alle tue cose, ma dove?”.

Immobile: “Sai che non mi ricordo, forse a prendere l’acqua. Ah no, andavo a giocare ad Among Us con i miei amici. È un gioco in cui devi parlare tanto, non so se hai mai giocato. Era un gioco in cui veramente davi fastidio perché parlavamo su Zoom. Per non darti fastidio andavo a giocare fuori”.

Parolo: “Allora vedi che anche tu mi volevi bene, io la mattina e tu la sera. Che carino che sei”.

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