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Lazio, Immobile: “Acciaccato, ma sto bene. Mancano due partite, quindi stringo i denti”

Intercettato da alcuni giornalisti durante gli Internazionali di tennis Ciro Immobile ha rilasciato dichiarazioni sulle sue condizioni.

Tifoso d’eccezione oggi al Foro Italico per gli Internazionali di tennis. Ciro Immobile, presente sugli spalti dei campi dove si sta svolgendo il torneo del circuito ATP, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti presenti. In particolare sulle sue condizioni di salute ha detto:

“Io come sto? Un po’ acciaccato, però mancano due partite quindi stringiamo i denti”.

Riguardo la sua passione per la racchetta e la sua amicizia con alcuni tennisti ha poi raccontato:

Sono appassionato di sport in generale, ma tennis e Formula 1 – oltre al calcio – sono quelli che mi piacciono di più. Ho conosciuto Fabio (Fognini, ndr) un po’ di tempo fa. Sono venuto a fare il tifo per lui, mi piace come gioca. Con Matteo (Berrettini, ndr) abbiamo festeggiato insieme la vittoria dell’Europeo e la sua finale di Wimbledon. Mi piace la sua grinta in campo. Nemmeno lui si aspettava di festeggiare con noi. Abbiamo parlato di quanto fosse bello vivere quelle emozioni tutti insieme. Mi ha fatto piacere perché si è impegnato tanto e poi ha perso solo in finale contro un grande campione. Ha avuto comunque il giusto tributo. Ora il rientro dopo un infortunio è come sempre duro. Ma lui è in gamba, ritornerà più forte di prima. Io l’ho sentito un po’ di tempo fa. Mi aveva invitato al suo compleanno, ma avevo una partita. Gli ho detto che mi sarebbe piaciuto vederlo a Roma, perché non l’ho ancora visto giocare dal vivo.

Seguo il tennis volentieri e stando qui vicino ha pensato di venire. Il pubblico è mancato come in tutti gli sport. Quello che trasmette la gente – in particolare qui al Foro, dove sono molto attaccati – è sempre importante per un giocatore. Giocare senza pubblico non è la stessa cosa. Un po’ ho giocato, ho fatto anche un corso, però sollecito troppo i tendini, tra caviglia e ginocchio. Quando smetterò penso che mi ci dedicherò un po’ di più.

Ci ho giocato un po’ anche io a tennis. Ho fatto anche qualche corso. Però è uno sport che sollecita troppo i tendini tra caviglia e ginocchio. Quando smetterò col calcio penso che mi ci dedicherò un po’ di più. Il tennista ha la responsabilità solo sulle spalle, mentre noi calciatori ce la dividiamo con tutta la squadra. E in questo tipo di partite e tornei il peso mentale è fondamentale. Più forte di testa sei, meglio vai“.

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