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Lazio – Inter, Sarri: “Questo calcio non mi appartiene più. Domani voglio una reazione da uomini”

Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa a Formello, alla vigilia del match di domani tra la sua Lazio e l’Inter dell’ex Inzaghi.

La Lazio di Sarri si prepara ad affrontare il suo passato. Domani all’Olimpico la sfida contro l’Inter dell’ex tecnico biancoceleste Simone Inzaghi. L’attuale mister delle aquile ha presentato a Formello in conferenza stampa la partita.

In queste due settimane ci siamo allenati fino a ieri a ranghi ridotti. Difficile valutare le reazioni di una squadra quando si è in 12. Purtroppo il calcio attuale è questo e non mi appartiene più. Io sono un uomo di campo e invece adesso i giocatori si allenano quasi più con le Nazionali che non con le squadre. Siamo difronte ad uno show continuo, non a uno sport. Tutti vogliono spremere soldi. Io sono vecchio per questo tipo di calcio. Mi aspetto comunque una reazione dopo aver fatto una prestazione superficiale a Bologna, dove sono stati presi gol su situazioni imbarazzanti, provate almeno 10-12 volte da inizio anno. Mi attendo più una reazione da uomini, che da professionisti.

Fino a poco tempo fa Stefan (Radu, ndr) non mi dava grandi conferme di condizione. Lui stesso mi diceva che dopo il Covid aveva difficoltà nei recuperi. Negli ultimi dieci giorni, invece, l’ho visto crescere parecchio. Sarà importante in questo ciclo.

Domani il peso è quello dei 3 punti, ma non è un spartiacque di una stagione, soprattutto dopo aver fatto una scelta come la nostra, di rottura. È un anno di transizione e quindi domani l’importante sarà la reazione in campo. Noi dobbiamo prima di tutto trovare solidità. Poi giocheremo un calcio che soddisfi la gente. Ma per ora pensiamo alla solidità.

Ciro si allena da un paio di giorni con noi, sta abbastanza bene. Stare fermo gli ha fatto anche bene. I nazionali, vediamo. Ieri si sono allenati per la prima volta e c’erano ragazzi che avevano giocato 36 ore prima. Gli era anche richiesto di non spendere più di tanto.

Dopo le Nazionali ho sempre un po’ di timore. Ti arriva gente che si è  allenata e ha giocato in maniere diverse dal club e non sempre staccare e riattaccare la spina dai diversi contesti è facile. L’indice di rischio è alto, per questo meglio giocare con l’Inter, che ti dà motivazioni, che con una squadra meno blasonata. La Lazio ha margini di crescita enormi. Dobbiamo capire quanto tempo ci servirà per crescere.

Noi abbiamo un modo di difendere che presuppone partecipazione di tutti e 11. Non possiamo permetterci che nessuno salti un movimento. E nell’ultima partita questa collettività ci è mancata completamente. Inutile condurre la panchina se poi facciamo errori in fase difensiva sia collettivi, sia individuali. In questo momento prima di pensare ad altre cose, dobbiamo pensare di essere una squadra in grado di attraversare dieci minuti di difficoltà senza prendere gol.

Delle condizioni dell’Olimpico si sono lamentati in molti, ma l’unico a cui hanno risposto sono io. Forse sono stati gentili solo con me nel volermi rispondere. Resta il fatto che il terreno dell’Olimpico è scadente. Abbiamo avuto assicurazioni che migliorerà, attendiamo e vediamo.

Trovare una risposta univoca ad una problematica che coinvolge un ambiente intero è complesso. Giocatori e staff cambiano, ma se il problema del calo di concentrazione persiste significa che c’è anche altro nell’ambiente. Alla fine si ricade sempre in discorsi generici. In tutte le squadre, quando ci si confronta negli spogliatoi, parlano sempre in due o tre e gli altri ascoltano. È difficile arrivare a capire quello che passa nella testa di tutti i membri di un gruppo.

Ora noi dobbiamo solo pensare che il lavoro può portare a cambiare mentalità. Tutti parlano del derby, per me invece la grande partita è stata col Lokomotiv. In quella mi sono riconosciuto molto di più con il possesso palla e il palleggio pulito, che si rendeva pericolosa negli spazi. Quello è l’obiettivo finale.

Agli scontri diretti tra allenatori ci credo zero. Dipende dalla forza della squadra che si allena in un determinato momento. Inzaghi ha fatto bene e lo sta facendo da diversi danni ed è ora su una panchina importante. L’Inter ha fatto acquisti funzionali e, nonostante le cessioni, per me ha perso poco della forza dell’anno scorso.

Bisogna vedere se i singoli calciatori che hanno grande mentalità hanno anche capacità di trascinare il gruppo. Difficile dire quali saranno i duelli decisivi. Non so nemmeno chi manderò in campo. Mi interessa di più vedere che ci sarà la reazione del gruppo di cui dicevo prima.

Nella nostra linea difensiva ancora nessuno ha preso il controllo della situazione. E tanti problemi possono derivare anche da quello. Luiz Felipe sta facendo il suo compito piuttosto bene, ma per me può elevrsi ancora più a conducente. Probabilmente crescendo la conoscenza di quello che chiedo io, la personalità diventa più facile da tirar fuori“.

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