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Lazio-Cagliari, Sarri: “Non mi sento in difficoltà, anzi ho visto passi in avanti”

Lazio-Cagliari, le parole di Sarri nella conferenza stampa della vigilia

Che risposte chiede alla Lazio nella partita di domani?
Domani è una partita molto difficile per due aspetti. Innanzitutto perché il Cagliari è una formazione che vale più dei punti che ha conquistato finora, poi perché con il cambio di allenatore può avere una reazione molto forte. Non ci aspettiamo nulla di facile.

Leiva è uno dei giocatori con intelligenza tattica maggiore, ma dal punto di vista del dinamismo ha qualche limite. E’ adatto al calcio che chiede alla Lazio?
Noi chiediamo qualcosa di diverso anche per esempio ai quinti, a cui chiediamo di fare un lavoro da terzini. Si tratta di un giocatore con grande dinamismo, così come Luis Alberto e Milinkovic, anche se non hanno magari grandi punte di accelerazione. Io però credo che il lavoro che chiedo sia più mentale che fisico. Tutti credono che pressare comporti un grande dispendio fisico, ma se la squadra è corta è più facile di quanto si pensi. E’ un discorso di distanze da coprire, ma questi giocatori hanno qualità e si possono adattare ad ogni modo di giocare.

Come sente che la società la sta supportando in questo momento di difficoltà?
Ti fermo subito perché non mi sento in difficoltà. Dobbiamo fare un percorso, abbiamo cambiato tutto. Pian piano dobbiamo adeguarci a un nuovo modo di pensare, prima ancora che di giocare. Abbiamo bisogno di tempo, ma i ragazzi si sono applicati. L’ultima partita mi ha dato segnali dal punto di vista tattico. Io non mi posso sentire in difficoltà dopo due partite, giocate peraltro contro grandi squadre. Non ho bisogno di alcun supporto in questo momento.

Che aria si respira nello spogliatoio?
Si respira una bella aria, i ragazzi stanno dando grande disponibilità.

L’inserimento di Basic a che punto è? Lo considera già pronto?
Nel Bordeaux si inseriva maggiormente davanti. Qui il processo di ambientamento è più graduale, poi per i ragazzi che vengono dall’estero è un percorso leggermente più lungo.

Le dà fastidio la smania dell’ambiente di volere tutto e subito?
L’ambiente che io vivo a Formello è molto tranquillo, si lavora bene e concentrati.

In cosa ha visto passi avanti a San Siro?
Come ho già detto, da un punto di vista tattico, non qualitativo. La squadra è stata più ordinata e più corta. Poi dal punto di vista mediatico si valuta la partita sulla base del risultato, perché pochi la sanno valutare da un punto di vista tattico.

Nell’errore di Strakosha a Istanbul, c’è un aspetto legato alla paura o alla superficialità?
A Istanbul abbiamo sbagliato da un punto di vista tecnico, l’aspetto emozionale c’entra poco. Tra l’altro i primi venti minuti della partita sono stati nettamente a nostro favore.

 

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