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Tutti i “se” della Lazio di Sarri, ma quanto fascino… #ErcoLazio

Lazio, il “sarrismo” ha tante incognite, ma i tifosi già lo amano

A cura di Daniele Ercolani

Con Mister Sarri, la struttura della Lazio è cambiata.
Bene o male che vada, l’allenatore toscano (d’adozione) sta plasmando la rosa a sua immagine, portando innovazioni che sviluppano in un senso ma potrebbero scardinare quelle che furono le certezze della Lazio di Inzaghi.
Soprattutto nel primo periodo, la Lazio di Simone faceva forza sulla sua solidità: giocatori come Parolo e Lulic facevano da paracolpi alle frecce offensive, all’epoca Anderson, Immobile e Keita.
Oggi, il 4-3-3 provato ad Auronzo sembra non avere questa solida affidabilità ma d’altro canto paventa una squadra votata all’attacco, con tante incognite che lasciano sognare e impaurire allo stesso momento.

Sono molti i “se” che si celano dietro alla (attuale) rosa del Comandante.
Con una difesa a quattro, se Luiz Felipe stesse bene fisicamente per lungo periodo, gran parte dei problemi difensivi sarebbero risolti. Con un centrocampo a tre, con Luis Alberto, Sergej e Leiva, se vere le voci di rinforzi stile Basic si parlerebbe di una linea mediana da zona Champions.
Ma il “se” più grande è in attacco: se Felipe Anderson tornasse in sentimenti, Ciro si confermasse ai suoi livelli e veramente arrivasse l’uomo giusto al posto del partente Correa, col panterone Caicedo pronto ai box, la Lazio di Sarri sarebbe una macchina da guerra. E metterebbe paura a chiunque.

Il problema è che tutti questi condizionali sono applicabili anche al contrario, in negativo.
Luiz Felipe potrebbe essere il solito, giocare circa metà delle partite stagionali e le soluzioni al momento sarebbero il doppio mancino (Radu e Acerbi) o il rientrante Vavro.
Il centrocampo ha potenzialità illimitate ma come tutti ci auguriamo deve essere rientrata saldamente (e una volta per tutte) la grana Luis Alberto.
L’attacco è la grande incognita perché se è vero che a livello tecnico si è saltati in avanti, la lunaticità di Felipetto e i cambiamenti di modulo per Immobile potrebbero destare difficoltà iniziali di ambientamento per le saette biancocelesti.

Insomma, i presupposti sono ottimi e Sarri sembra già essersi imposto caratterialmente e tecnicamente.
Ora dobbiamo avere la pazienza (e la speranza) che i suoi diktat vengano recepiti e che soprattutto i calciatori in fase di rilancio e conferma, su tutti i brasiliani FA e Luiz, ripaghino le aspettative e portino la Lazio in alto.
A quel punto si che si aprirebbero le porte alla bellezza.

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