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Lazio-Fiorentina, #Diamoinumeri: è la partita del Sergente

I numeri del match che vedrà impegnati i biancocelesti al Franchi, dal sapore speciale per Milinkovic

Di Daniele Caroleo

Se parliamo di Fiorentina e Lazio, uno dei primi nomi che viene subito in mente è, senza alcun dubbio, quello di Sergej Milinkovic-Savic. Il Sergente, infatti, il 26 luglio del 2015, come tutti ben ricordiamo, mentre era in procinto di firmare il contratto che lo avrebbe legato alla squadra viola, scoppiò in lacrime e rifiutò quindi, tra lo stupore generale, il trasferimento in Toscana. Pochi giorni dopo, il 6 agosto dello stesso anno, eccolo poi approdare a Formello, per legarsi alla squadra biancoceleste.

Ma la storia e gli incroci tra il centrocampista serbo ed il club viola non finiscono di certo qua. In occasione del 116° compleanno della Società Sportiva Lazio, e quindi il 6 gennaio del 2016, la formazione biancoceleste si reca in trasferta proprio in quel di Firenze. Il Sergente viene schierato titolare da Pioli e la Lazio si impone per 3-1 sulla Fiorentina. Il secondo gol biancoceleste, al 92°, viene segnato proprio da Sergej che, dopo una splendida azione personale, trafigge Tatarusanu e festeggia la sua prima rete in Serie A (la prima marcatura ufficiale con la maglia biancoceleste era arrivata il 17 settembre del 2015, in Europa League, in occasione della trasferta ucraina contro il Dnipro, pareggiata per 1-1).

Da quel momento in poi la sua ascesa è stata inarrestabile ed il Sergente è stato capace di conquistare la ribalta internazionale a suon di gol, assist e prestazioni da autentico fuoriclasse, consacrandosi come uno dei migliori centrocampisti al mondo. E ci piace pensare che non sia stato un caso che il suo primo gol nel nostro campionato sia stato segnato proprio contro quella squadra che aveva tentato di strapparlo, in tutti i modi, alla Lazio e che è stata costretta ad arrendersi davanti all’evidente volontà del giocatore, che si era già promesso alla dirigenza biancoceleste e aveva già iniziato a programmare il suo futuro nella Capitale.

Quella del 9 gennaio 2016, ovviamente però, non è l’unica sfida che ha visto di fronte queste 2 compagini. Storicamente, infatti, Lazio e Fiorentina si sono già affrontate 143 volte, con una prevalenza di successi biancocelesti: 55 vittorie contro 46. Leggermente diverso, invece, il bilancio se evidenziamo solo le partite in terra toscana: su 70 incontri in Serie A, la Lazio ha ottenuto solo 18 vittorie, a fronte dei 32 successi viola e dei 20 pareggi. Anche se, è giusto sottolinearlo, negli ultimi anni, con Simone Inzaghi in panchina, i risultati sono stati certamente diversi, visto che la Lazio ha ottenuto, al Franchi, 2 vittorie ed 1 pareggio (consecutivi), a fronte di una sola sconfitta (nel maggio del 2017).

Quello stesso Simone Inzaghi che, lo ricordiamo, (al di là di come andrà la vicenda contrattuale che sta tenendo sulle spine l’intera tifoseria biancoceleste) ha legato indissolubilmente il suo nome e la sua carriera alla Lazio. Dall’estate 1999, anno in cui è arrivato alla Lazio, ha infatti collezionato: 1 scudetto, 1 Supercoppa Europea, 3 Coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane (da giocatore), con 196 presenze e 55 gol complessivi e risultando tutt’ora il più prolifico marcatore biancoceleste della storia nelle competizioni europee; 2 Coppe Italia Primavera e 1 Supercoppa Primavera (da allenatore della formazione giovanile); 1 Coppa Italia e 2 Supercoppe Italiane (da allenatore della prima squadra), con l’attuale record di presenze sulla panchina della Lazio e tutta un’altra serie di primati che abbiamo già avuto modo di celebrare più volte e per le quali, magari, servirebbe un ulteriore pezzo unicamente dedicato a lui.

Il nostro condottiero, che, anche alla luce degli ultimi avvenimenti e visti soprattutto i suoi indiscutibili risultati, potremmo iniziare a chiamare, simpaticamente, “SimOne”.

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