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Quello che i numeri (e l algoritmo) non dicono…

Numeri, analisi e algoritmi ci dicono proprio tutto il necessario sul rendimento e sul valore dei calciatori?

Di Daniele Ercolani

L’innovazione portata dal belga De Bruyne nel mondo del calcio apre a nuove prospettive di trattativa. Come ormai noto, il talento del City ha ottenuto un rinnovo contrattuale portando sul tavolo della negoziazione la match analysis con tanto di prospettive riguardo il suo supporto alla squadra.

Indubbiamente, la tecnologia può aiutare nella scelta e nella conferma dei calciatori. Alcune società già lo fanno e ora con questa bella trovata sarà un nuovo mezzo da parte dei giocatori per dimostrare la loro utilità.

Pensando alla Lazio, però, sorgono dei dubbi. La squadra di Inzaghi è una della più consolidate della Serie A (e non solo) dove più di un giocatore è laziale di lunga data. Ma un match analyst come può spiegare con dei semplici dati nero su bianco l’attaccamento alla maglia di Radu? Come può raccontare bidimensionalmente l’impatto psicologico che si ha ad affrontare Lulic a un derby?

Non può farlo. Oltre che il bello dello sport è il continuo rinnovamento degli obiettivi, per cui la storia passa e ogni valore va confermato giorno dopo giorno, i “parametri” che rendono unica la Lazio sono difficili da far replicare da un CPU.

Chiaro, in alcuni casi metterebbe a nudo problemi che le società fanno finta di non vedere adagiandosi su risultati positivi (esempio: papera del portiere in partita vinta).

Ma l’amore, la passione, l’emozione i computer e i numeri non possono spiegarli. Altrimenti, non ci sarebbe stato nessun buon motivo per mettere e mantenere Inzaghi sulla panchina biancoceleste.

L’univo vero motivo che ha portato Simone ancora più in fondo ai nostri cuori può essere stato un colpo di fortuna come la rinuncia di Bielsa, quindi assolutamente imponderabile. Perchè pensare a Inzaghi di 5 anni fa, inserito in dati dentro a un computer, non sarebbe stato valido nemmeno per la serie B. Eppure…

Bene la match analysis, bene la tecnologia. Ma per il cuore e la lazialità c’è bisogno di qualcosa di più: ed è inspiegabile.

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