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Il Var cosi non ha (buon) senso…

Lazio, Rosario Abisso

Quando con un episodio si mettono a nudo tutti i limiti (del Var)…

Di Daniele Ercolani

La vittoria all’ultimo respiro della Lazio ai danni del Verona ha dato la spinta ai ragazzi di Inzaghi per tenere il passo delle concorrenti nella (difficilissima) corsa al quarto posto. Una Lazio ordinata, che ha concesso molto poco e che ha prodotto abbastanza per cercare di ottenere i tre punti ma senza “assediare” la porta scaligera.

Manca ancora il gol di Immobile, sfortunato nel colpire un legno nel primo tempo e niente “Zona Caicedo”, presa in prestito da Sergej per la pazza gioia finale. Però Caicedo un gol lo aveva segnato, anche bellissimo. Serpentina e botta sul primo palo.

A primo impatto, tutti abbiamo visto una palese trattenuta ai danni della Pantera ma vista la situazione di vantaggio l’arbitro correttamente ha lasciato proseguire. Nello smanacciare per liberarsi dalla trattenuta, Felipe avrebbe però colpito il difensore del Verona, facendolo cadere a terra. E’ chiaro che il colpo sferrato da Caicedo è dovuto alla trattenuta ricevuta e chiaramente non è un fallo ma un modo per liberarsi, appunto.

E qui escono tutti i limiti del Var, anzi, tutti i limiti della applicazione di questo strumento.

L’arbitro Chiffi viene richiamato al Var da Orsato e visiona solo l’ultima parte della azione, ovvero il colpo di Caicedo: nonostante in diretta avesse visto la precedente tirata di maglia ai danni dell’attaccante, annulla il gol e lo ammonisce!

Ecco, il vero problema è che probabilmente l’arbitro ha attuato in modo corretto un regolamento assurdo. Come molti laziali hanno ammesso domenica scorsa che il rigore a favore è stato giusto per la regola, ma generoso per il buon senso, adesso c’è da rimanere a bocca aperta per quanto visto al Bentegodi. Un attaccante subisce fallo e per liberarsene ne “commette” un altro. Nel buon senso – ormai smarrito nel calcio e soprattutto nella tecnologia che non ha in sè la razionalità umana – Caicedo è danneggiato e per regola del vantaggio viene lasciato proseguire.

Diversamente, nella applicazione del Var quest’ultimo può intervenire solo su gol, cartellini rossi e rigori. Il fallo di Magnani non provoca nessuno degli eventi elencati e non può essere rivisto mentre il fallo di Caicedo provoca un gol e può essere utilizzato nella moviola.

Siamo alla follia, all’irrazionale, all’anti riparatorio che tanto si sperava con il supporto video in campo. Ora, per fortuna la Lazio ha comunque portato tre punti a casa e va bene così. Ma l’ennesima stupidaggine (intesa come sbalorditivo fondamentalismo nell’applicare uno strumento utile) deve far smuovere un sistema sbagliato che troppo spesso ha snaturato uno sport imperfetto come il calcio, tentando di renderlo ciò che non è e peggiorando le decisioni arbitrali. A volte si utilizza a volte no; quando è più importante la decisione live del direttore di gara e quando no…

Le lamentele sono tante e i casi come quello di domenica mettono a nudo tutti i limiti delle regole in vigore. Per favore, utilizziamo la tecnologia ma torniamo al calcio normale. Magari anche i calciatori saranno meno attori e faranno meno tuffi da stuntman per farsi riprendere dalle telecamere.

Oggi, più che mai, c’è voglia di semplicità più che di perfezione.

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Ruggero
Ruggero
26 giorni fa

Il citriolo gira gira va sempre…….. all’ortolano

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