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Lazio, Lotito: “Sto preparando per Immobile una grande festa. Inzaghi? Un figlio”

Il presidente biancoceleste, Lotito, ha parlato ai microfoni di Sky a poche ore dall’inizio della gara contro il Bayern Monaco valida per gli Ottavi di Champions League.

“Il passaggio del turno è motivo di grande orgoglio. Quando sono arrivato io ho preso la Lazio al funerale e adesso giochiamo contro la squadra più forte del mondo. Mi auguro di proseguire questo cammino per anni, questo è il nostro obiettivo.

Il Bayern Monaco ha introiti maggiori, noi abbiamo raggiunto questi livelli con amore della Lazio e con il grado di appartenenza di una famiglia intera che ha cuore questi colori. Tare? Ho scelto lui anche per le grandi qualità umane. Il presidente sono io e metto l’ultima parola, ma non invado mai il campo degli altri. Tutti lavorano in libertà assoluta.

Inzaghi lo considero come un figlio e molte volte ci confrontiamo, mai in modo litigioso ma cercando sempre di stimolare lui e la squadra. Ho sempre creduto nelle qualità di Immobile e con lui ho un rapporto particolare. Ciro è fortissimo, ma la qualità più grande è quello umana. Festeggeremo la Scarpa d’Oro di Immobile in una location importante e con un grande significato anche per la città di Roma. Immobile rappresenta la città e non è da tutti vincere premi importanti.

La Superlega? Tutte le modifiche devono tenere conto della situazione attuale, ci sarà un confronto e mi auguri che si arrivi ad una soluzione per il bene di tutti. Champions? Non bisogna snaturale i campionati in generale, soprattutto quello italiano. Se dovessi fare un ragionamento razionale dopo tutto quello che ho passato, non so se ricomprerei la Lazio, anche perché ho avuto molti problemi, ma con il carattere che ho lo rifarei, anche perché ho il carattere di un combattente

A breve aprirò il centro sportivo di Formello e vedrete che il centro è uno dei migliori d’Europa. Molti calciatori voglio venire da noi, perché la Lazio è diventata un punto di arrivo e non più di partenza. Voglio vedere negli occhi delle persone e dei calciatori l’orgoglio dell’esser laziale”.

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