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Lazio, Correa: “Mi sento più leader. Reina mi ricordò subito il gol in Coppa…”

Lazio, Correa ieri è stato protagonista a Lazio Style Channel all’interno della trasmissione “Tell me”. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni:

Le coppe vinte con la Lazio:

“In Coppa Italia ho segnato nella semifinale di ritorno con il Milan, Reina era il portiere rossonero, appena arrivato alla Lazio mi ha detto: “Mi ricordo di quel gol…”. Fu una giornata bellissima, ci tenevamo alla Coppa, è stata una gara di carattere. Lavoriamo tutti i giorni per vincere, l’abbraccio al triplice fischio è stato bellissimo. In finale con l’Atalanta non avevo più gambe, eppure sono riuscito a segnare. L’abbiamo meritata, è stato fatto un grande lavoro anche grazie al mister e allo staff. Emozioni del genere ci volevano. Momenti indimenticabili, noi sappiamo quello che facciamo ogni giorno, quanto sia dura. Festeggiare a seguito di questi sacrifici è veramente bello. In Supercoppa invece siamo stati perfetti. Avevamo già vinto in campionato con la Juventus ed eravamo in fiducia: avremmo vinto contro qualsiasi squadra, anche la più forte al mondo. Abbiamo dimostrato di essere una squadra di livello”.

Il rapporto con Luiz Felipe:

“Sarà per sempre mio amico, anche quando il calcio magari ci separerà. Il nostro è un rapporto come tra fratelli, per lui metterei il viso sul fuoco. È sempre felice, ti trasmette positività tutto il giorno, vuole che tu stia bene. Mi hanno accolto tutti bene alla Lazio, io sono che si lega alle persone, i compagni mi hanno aiutato tanto. Anche con Patric siamo sempre insieme, è sempre col sorriso. Milinkovic? Un altro grande amico, è un ragazzo tranquillo, ma con una grande voglia di vincere”.

La crescita di Correa come uomo:

“L’esperienza che fai negli anni ti permettere di crescere, in Spagna avevo perso 2 finali, qui ne ho giocate altre. Adesso sono più sicuro di me stesso e di quello che faccio, mi sento più leader. Anche durante la quarantena ho imparato molto, ci sono stati dei problemi che hanno fatto crescere come uomo. sento più leader di quando sono arrivato. Poi non so per qualcuno cosa significhi essere leader… Io cerco sempre di prendermi le responsabilità quando gioco. Ho sempre molta ambizione e voglia  di vincere”.

Lotito:

“Il presidente ci è vicino, quando abbiamo vinto era lì. Ci dà carica, a volte ne abbiamo bisogno. In questi anni anche lui ha vinto tanto, ha meriti su tante cose”.

L’arrivo alla Lazio: 

“Ero stato alla Sampdoria e parlavo già un poco di italiano. Non ho fatto tanta fatica, in Italia le persone sono calorose come in Argentina. Quando sono arrivato a Roma c’era tanta gente ad aspettarmi all’aeroporto, questo ti dà la voglia di ricambiare l’affetto. È stato importante per me. Cosa amo dell’Italia? Qui si mangia bene, soprattutto a Roma. Mi piace prendere il caffè dopo i pasti, in Argentina non è la normalità”.

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