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Lazio-Bologna, ‘Diamo i numeri’: tra Inzaghi e Mihajlovic solo sfide ricche di gol

Lazio-Bologna, gli incroci tra i due ex compagni ora allenatori sono pieni di gol: hanno una media di quattro reti a partita

Di Daniele Caroleo

Quando si parla di Lazio-Bologna a me personalmente viene in mente essenzialmente una partita su tutte: quella del 9 gennaio del 2000. Il giorno del centenario della Società Sportiva Lazio.

È la Lazio di Sven Goran Eriksson. La Lazio dello scudetto. Che scende in campo in uno Stadio Olimpico gremito in ogni ordine di posto per affrontare i felsinei e poi festeggiare i primi 100 anni della propria gloriosa storia.

Ad attenderla, sul manto erboso dell’impianto sportivo capitolino, c’è, come detto, il Bologna. Che in attacco schiera la coppia composta da due ex d’eccezione: Beppe Signori e Kennet Andersson. Quest’ultimo, per altro, è un ex da pochissimo, essendo arrivato in quel di Formello, proveniente proprio dal Bologna, nell’estate precedente, per poi ritornare in rossoblù all’apertura del mercato di riparazione, dopo appena due presenze in campionato con la Lazio e la conquista della Supercoppa Europea contro il Manchester United, seppur seduto semplicemente in panchina.

Ed è proprio lo svedese a pareggiare, all’inizio del secondo tempo, il gol del vantaggio laziale siglato da Salas. Un pareggio che però dura meno di mezz’ora, visto che al 76’ Pavel Nedeved riporterà nuovamente in vantaggio la formazione capitolina. Che poi consoliderà il risultato, portandosi sul 3-1, al 90’, grazie alla rete del calciatore arrivato sostanzialmente in sostituzione dello stesso Andersson: Fabrizio Ravanelli. Triplice fischio ed ha inizio la festa, con le indimenticabili celebrazioni dello storico centenario.

Nella partita di ritorno poi, il 7 maggio del 2000, alla penultima di campionato, nonostante un determinatissimo Beppe Signori, autore di una doppietta, la Lazio espugna lo Stadio Dall’Ara per 3 a 2, grazie alle reti di Conceicao, Simeone e Salas. E resta quindi in corsa, anche se apparentemente disperata, per lo scudetto. Che invece verrà cucito sulle maglie biancocelesti solo una settimana più tardi, con la vittoria casalinga ai danni della Reggina e la contemporanea sconfitta della Juventus nel pantano di Perugia.

Inutile ricordare che quella squadra stellare annoverava, tra le sue fila, fior di campioni, tra i quali Sinisa Mihajlovic, che siede attualmente proprio sulla panchina del Bologna e che sabato sera tornerà nel “suo” Olimpico per affrontare la Lazio del suo ex compagno e amico, Simone Inzaghi.

L’ex difensore serbo, già allenatore di diverse squadre tra le quali il Catania, la Fiorentina, la Sampdoria, il Milan ed il Torino, ha militato nella Lazio dal 1998 al 2004 ed è stato autore del primo gol della storia biancoceleste in Champions League, in casa del Bayern Leverkusen, il 14 settembre del 1999. Con la maglia biancoceleste ha giocato per 126 volte, realizzando 20 reti, tra le quali quelle del 13 dicembre 1998, contro la Sampdoria, sua ex squadra, che gli permisero di stabilire il record per aver segnato una tripletta tutta da calcio piazzato. Lascerà la Lazio dopo sei stagioni, dopo aver vinto un campionato, due Supercoppe Italiane, una Supercoppa Europea, una Coppa delle Coppe e due Coppe Italia.

I due ex compagni di squadra, Simone Inzaghi e Sinisa Mihajlovic, invece, si sono affrontati 6 volte fino ad ora da allenatori, con un totale di 2 vittorie per il tecnico piacentino, 3 pareggi e un solo successo per il serbo. Per altro, quando le squadre allenate dai due tecnici si sono trovate di fronte, ci sono sempre stati moltissimi gol, con una media di 4 reti a partita (24 le segnature totali in soli 6 incontri, 13 per la formazione di Inzaghi e 11 per le compagini allenate da Mihajlovic). Il primo confronto tra i due è dell’ottobre del 2016, con Simone Inzaghi che fa visita al Torino di Sinisa, che ha appena terminato la sua esperienza al Milan: finirà 2-2. L’unica vittoria dell’allenatore serbo, invece, arriva in un posticipo del lunedì sera denso di polemiche: è l’11 dicembre del 2017, allo Stadio Olimpico si gioca Lazio-Torino e la partita terminerà 3-1 per gli ospiti, dopo che l’arbitro Giacomelli, coadiuvato dal Var, non concederà un rigore nettissimo alla squadra biancoceleste ed espellerà Ciro Immobile per la conseguente reazione di protesta, quando ancora il parziale era di 0-0.

Lazio e Bologna si sono affrontate 132 volte in Serie A. La squadra biancoceleste è in vantaggio per numero di vittorie complessive: 51 contro 44 a fronte dei 37 pareggi. La Lazio è in vantaggio anche per i gol segnati: 189 contro 180. Nettamente favorevole alla formazione capitolina, invece, quando si tratta delle sfida casalinghe contro il Bologna: in occasione dei 66 incroci tra le due squadre ci sono state 36 vittorie per la Lazio, con 19 pareggi e solo 11 sconfitte. Le reti segnate sul campo casalingo sono 122 e solo 70 subite. Negli ultimi 5 incontri in Serie A, infine, la Lazio ha collezionato 3 vittorie (l’ultima, lo scorso 29 febbraio con il risultato di 2 a 0, grazie alle reti di Luis Alberto e Correa) e 2 pareggi (l’ultimo nella stagione 2018/2019, terminata 3-3).

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