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Luis Alberto: “Le parole di Lotito? Non le capisco, mi hanno dato fastidio”

Lazio, il ritorno di Immobile e Magic Luis per il modulo fantasia

Luis Alberto torna a parlare in Spagna, tra il desiderio di tornare un giorno a casa e il rapporto con Inzaghi. E replica così al presidente della Lazio

Un nuovo capitolo della saga. Arriva da Siviglia, ancora una volta. E ancora una volta è Luis Alberto che parla in prima persona: del suo desiderio manifesto di tornare un giorno a casa e del rapporto splendido con Simone Inzaghi. Ma non solo.

Di questi temi, il trequartista della Lazio aveva parlato già due settimane fa. Ed è sempre ad Abc de Sevilla che il Mago andaluso torna a parlare oggi, in un’intervista ancora più carica di contenuti. Perché, nel frattempo, Claudio Lotito alla Gazzetta dello Sport ha risposto così sul numero 10 biancoceleste: “Se c’è una cosa che nel mondo del calcio non manca, sono i giocatori”. Una risposta sibillina ma caustica, a cui il diretto interessato replica in questa nuova uscita mediatica ai microfoni del quotidiano della sua città.

“Non chiuderò mai le porte al Siviglia, ma sono anche grato alla Lazio”

L’intervista di Abc de Sevilla inizia così: “Luis Alberto è appena uscito di casa con i suoi bambini e un tifoso gli domanda: ‘Quanto torni?’. Lui sorride, non sa cosa rispondere”.

Da qui partono le dichiarazioni dello stesso giocatore:

“Vorrei sapere cosa rispondere. Che gli dico? Che voglio giocare nel Siviglia? Questo lo sa chiunque mi conosca”.

Il dieci andaluso è stupito dal calore ricevuto dai tifosi rojiblancos:

“L’affetto della gente mi ha sorpreso molto. Essendo già stato al Siviglia, non pensavo che ci sarebbe stato tutto questo clamore. Questa è casa mia e sapere che ci sono persone entusiaste è molto bello. Ti fa sentire responsabilità e orgoglio. So che non è facile. Ma nella mia vita non ho ottenuto quasi nulla in maniera semplice. Non chiuderò mai le porte al Siviglia. Ho l’età giusta per continuare ad aspettare fiducioso. Qui c’è la mia famiglia, la mia gente, c’è lo stesso Lopetegui e ci sono i tifosi. Ma è anche vero che sono grato alla Lazio per tutto quello che ha fatto per me e la mia famiglia. Mi hanno dato l’opportunità di giocare in Italia e ne sono riconoscente. Sono lì da tre anni e la mia famiglia si trova bene, non posso dimenticarmi queste cose”.

“Con il Siviglia ci sono contatti. Inzaghi? L’unico che mi ha chiamato”

Luis conferma che un interesse concreto, da parte di Monchi e del club nervionense, esiste:

“Il Siviglia non mi ha chiamato. Ma so cosa c’è, il mio agente lo sa. Certo che ci sono contatti. Io sono tranquillo”.

Già nella scorsa intervista in patria, il trequartista biancoceleste aveva speso parole dolcissime per Simone Inzaghi:

“L’unico che mi ha chiamato è l’allenatore. Mi ha detto che sono importante per il suo progetto, che vorrebbe che io continuassi con lui. Con lui ho un rapporto che va oltre il calcio. Il 9 luglio inizia la preparazione estiva? Immagino che quel giorno io e lui continueremo a parlare”.

“Le parole di Lotito? Non le capisco, mi danno fastidio”

Quel passaggio, “Inzaghi è l’unico che mi ha chiamato”, non passa inosservato all’intervistatore. Che subito dopo gli domanda di Lotito e della sua dichiarazione alla Gazzetta dello Sport:

“Ci sono cose che non capisco. Se è vero che ha detto questo, non lo comprendo proprio. Questo mi dà fastidio (‘me molesta‘, nell’intervista originale in spagnolo), perché a conti fatti non stai valorizzando i tuoi giocatori. Abbiamo vinto due trofei, non credo sia stato un caso. Io non ho parlato, non ho voluto rilasciare interviste e faccio questa perché ho bisogno di dire quello che penso. Fino a un paio di giorni fa sembrava che fossi incedibile e ora no, vedremo alla fine cosa succederà”.

“Lopetegui sa ottenere il meglio da me”

Insieme alla famiglia, Luis Alberto si sposterà qualche giorno nella località di Benicasim:

“Lì c’è il mio fisioterapista, Ruben Pons. L’ho conosciuto al Liverpool ed è uno spettacolo. Voglio lavorare in questi giorni, sono cruciali per la nuova stagione. In Italia o in Spagna? Vorrei saperlo già (ride, ndr)”.

Se dovesse tornare al Siviglia, ritroverebbe Julen Lopetegui, l’allenatore che l’ha fatto esordire in Nazionale:

“Lui sa come ottenere il meglio da me. Ne parlavo qualche giorno fa con un amico. Mi conosce bene e cura molto l’aspetto psicologico. Mi ha sempre detto che dovrei mantenere il miglior livello di prestazione per il maggior tempo possibile, perché su questo si basa il calcio più competitivo. E io lo tengo sempre a mente. Lopetegui ha conosciuto prima di me Juan Campillo, un mental coach, e ne abbiamo parlato. La differenza spesso sta nella mente. Quello che ti proponi, puoi ottenerlo”.

 

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