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Lazio, Milinkovic: “Io l’Ibra del centrocampo? Mi piace come definizione”

Milinkovic, GdS: "Intesa Lazio-United, affare da 80 milioni"

Lazio, Sergej Milinkovic-Savic parla a Dazn alla vigilia della sfida di San Siro con il Milan: le dichiarazioni del centrocampista serbo

È uno dei top player della Lazio e domani a San Siro sarà uno dei protagonisti della sfida Champions con il Milan. Alla vigilia della partita, Dazn (che trasmetterà in diretta il match, fischio d’inizio alle 20.30) ha intervistato Sergej Milinkovic-Savic.

Queste l’anteprima (riportata da Lalaziosiamonoi.it) della chiacchierata con il centrocampista serbo.

Fabio Capello disse che tu sei l’Ibrahimovic del centrocampo…

A me piace tanto Ibrahimovic, sia come giocatore che come persona, quindi questa definizione mi piace molto: forse ci assomigliamo per la struttura fisica, per la tecnica. E poi in area salto come lui“.

Ibrahimovic ha mescolato il taekwondo al calcio, tu ci metti un po’ di basket?

Dal basket ho preso in prestito lo stacco, il momento in cui saltare per andare a prendere la palla nel gioco aereo“.

Ci parli del quintetto base della Lazio in fase offensiva?

In fase offensiva è importante solo una cosa, fare gol: Leiva ovviamente è il playmaker, io e Luis mezzali mentre il Tucu Correa va un po’ dove vuole, tra le linee. Ciro Immobile sta alto, a lui si chiede di dare sempre profondità alla squadra, giochiamo tanto su di lui. L’azione del gol contro l’Inter, per esempio, è iniziata da dietro, a destra. Dopo qualche passaggio ho cambiato il gioco a sinistra per Luis: ha fatto la finta che fa sempre a rientrare, visto che lo conosco molto bene sapevo dove l’avrebbe messa e mi sono trovato al posto giusto. Ecco, quello è “il momento” che ho imparato a sentire grazie al basket“.

Nelle due partite dopo la vittoria a San Siro non abbiamo giocato come volevamo, però daremo tutto per arrivare al quarto posto. L’anno scorso abbiamo vinto la Supercoppa, abbiamo giocato e vinto tante gare, ma abbiamo sbagliato l’ultima partita: quest’anno dobbiamo chiudere prima, non possiamo aspettare l’ultima occasione“.

Ti ricordi qual è la prima partita in cui questo quintetto è partito titolare?

Lazio- Cagliari, quando ho segnato dopo tanto tempo. Mi mancava il gol, in quel momento mi sono lasciato dietro tante pressioni, avevano già iniziato a dire che segnavo poco. Ma il motivo è anche che quest’anno gioco un po’ più arretrato: per me non è importante segnare, ma dare sempre il massimo per far vincere la squadra. Il mio problema è che leggo tanto, ho passato un periodo veramente brutto, però avevo dalla mia parte i compagni, gli amici, la famiglia“.

In estate come avevi vissuto gli ultimi giorni di mercato?

Ho letto quello che è uscito negli ultimi giorni, ma sapevo che sarei rimasto ed ero già concentrato sulla stagione con la Lazio. Adesso invece sono concentrato sulla Coppa Italia e sul campionato, per portare la Lazio all’obiettivo che inseguiamo da tanti anni“.

 

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