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Lotito sullo stadio della Roma: “Esempio di come scoraggiare l’iniziativa privata”

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Lotito sullo stadio della Roma: “Esempio di come scoraggiare l’iniziativa privata”

Claudio Lotito interviene alla Relazione annuale sulla Pubblica amministrazione: il presidente della Lazio tocca anche il tema dello stadio della Roma

Claudio Lotito è stato ospite della Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana, in occasione della “Relazione annuale sulla Pubblica amministrazione”.

Nel suo intervento, il presidente della Lazio – riporta RadioRadio.it – si è concentrato soprattutto su un tema: le conseguenze provocate dall’incertezza delle norme giuridiche in Italia sugli investimenti degli imprenditori.

“L’imprenditore deve avere dei tempi certi”

Questi i passaggi fondamentali toccati da Lotito, che porta come esempio l’iter relativo allo stadio della Roma:

L’imprenditore deve avere dei tempi certi, la famosa certezza del diritto, e non quello che è successo fino a oggi, con norme che dicono tutto e il contrario di tutto e devono essere interpretate. Mi sovviene alla memoria il detto ‘la legge per gli amici si interpreta per i nemici si applica e oltre ad avere ragione devi trovare chi te la dà’“.

Questo non è possibile perché poi alla fine scoraggi le iniziative, crei responsabilità nei confronti della classe che è preposta ad assumere determinati provvedimenti, che soprattutto chi è meno coraggioso blocca, perché non vuole assumersi eventuali responsabilità. Un tipico esempio è quello che sta succedendo con lo stadio della Roma“.

Quell’intervento della magistratura è nato perché non c’è stato preventivo assenso. Ritengo che chi ha agito lo abbia fatto in buona fede, il problema è la mancanza preventiva degli atti, serve un assenso che non è politico, ma tecnico, giuridico, amministrativo e contabile. Chi fa impresa deve avere certezze“.

“Quando sono arrivato alla Lazio…”

Il vero problema è che questo Paese produce debiti e nessuno lo dice. Quando sono entrato alla Lazio, la fotografia era di 84 milioni di ricavi, 86,5 di perdite e 500 milioni di debiti. Io la considerai una sfida al limite. La prima cosa di cui mi sono preoccupato è stata quella di bloccare le perdite“.

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