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Aprile: l’autostrada per l’inferno (o per il paradiso) della Lazio

calendario di fuoco

Nel mese di aprile la Lazio avrà un calendario di impegni serratissimi. La corsa alla Champions sarà un vero viaggio all’inferno.

Living easy, living free. Season ticket on a one-way-ride” Chi ama il rock’n’roll avrà riconosciuto le prime parole di Highway to Hell degli AC/DC. Canzone perfetta per descrivere il calendario di aprile della Lazio: un vero viaggio all’inferno.

Vivere alla leggera, godersela. Un abbonamento stagionale per un viaggio di sola andata. È una traduzione spicciola che calza alla perfezione per i prossimi impegni in campionato. Una stagione in un mese, da godersi fino in fondo. Sperando, a differenza di quanto cantava Bon Scott nel ’79,  che alla fine l’autostrada conduca in paradiso.

Si inizierà domenica 31 marzo e già al casello di Milano ci sarà il biscione nerazzurro, che potrebbe tranquillamente essere uno dei mostri infernali descritti da Dante nella sua Commedia, ad attendere i ragazzi di Inzaghi. Liberarsi delle sue spire sarà impresa ardua. Però natura insegna che tra le prede preferite delle aquile ci siano proprio i serpenti. Strisciando è difficile notare in tempo il pericolo che viene dall’alto. Almeno la biologia è dalla parte dei biancocelesti.

Tre giorni dopo, con una leggera curva verso sud-est si andrà a Ferrara. E per preparare al meglio queste prime tappe del viaggio non ci sarà rientro a Roma. La società ha optato per un miniritiro a Milano. “Asking nothing, leave me be. Taking evrything in my stride“. Parafrasando, la Lazio non chiede niente, lasciatela stare. Dovrà prendere tutto quello che trova sulla sua strada. Serviranno tre punti nella città estense, senza troppe discussioni.

Going down, party time – il 7 aprile si torna giù nella nella capitale per fare la festa (sportiva, mi raccomando) al Sassuolo – My friends are gonna be there too“. E ci saranno anche gli amici di sempre, il pubblico dell’olimpico. I biglietti sono già in vendita da una settimana. L’obiettivo dichiarato dallo stesso responsabile della biglietteria Marco Canigiani è superare le 40000 presenze. “Don’t need reason, don’t need rhyme” non c’è una ragione, non serve metterlo in rima. I laziali vogliono l’Europa che conta, “Ain’t nothing I would rather do“, e non c’è altro che vorrebbero fare: tutti allo stadio.

“No stop signs, speed limit Nobody’s gonna slow me down”, Nessun segnale di stop, né limiti di velocità. Nessuno potrà fermare la corsa degli aquilotti. Perché dopo il Sassuolo, il 13 aprile si torna a Milano. Si va a trovare il Diavolo in persona. Milan-Lazio sarà il crocevia definitivo. “Hey Satan, payed my dues, playing in a rocking band“. O la banda laziale liquiderà la faccenda con i demoni milanisti, oppure difficilmente riuscirà ad imboccare lo svincolo per il paradiso, uscendo dalla Highway to Hell.

Lo stesso Diavolo verrà affrontato nuovamente il 24 aprile, sempre a Milano. Ma il contesto sarà diverso. “Like a wheel, gonna spin it“. La semifinale di ritorno di Coppa Italia sarà come una ruota. Potrebbe diventare ancora di salvezza della stagione, oppure restare semplicemente una delle tappe in questo infernale itinerario. Tutto dipenderà da cosa sarà successo prima.

Il 17 aprile si recupererà la partita con l’Udinese. Poi il 20 col Chievo Verona e, infine, il viaggio terminerà il 28 a Genova contro la Samp. La speranza è che a quel punto si possa ancora cantare a squarciagola “Look at me, I’m on my way to the promise land“. Se a fine mese la squadra avrà saputo gestire le pressioni, le tensioni e lo stress di questo viaggio all’inferno, allora potrà dire di essere sulla giusta strada per quella terra promessa chiamata Champions League.

 

 

 

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