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Lazio-Milan, ecco cosa aspettarsi dai rossoneri: la nostra preview tattica

Lazio-Milan, Donnarumma Immobile

Lazio-Milan, l’analisi tattica a cura di Michele Tossani per Sololalazio.it.

Questo Lazio-Milan, che vale la semifinale di andata della Coppa Italia, vedrà i biancocelesti affrontare una squadra che sembra aver messo alle spalle i dubbi della prima parte di stagione a favore di rinnovate certezze.

Il Milan ora subisce pochissimo

La prima fra queste certezze è la consapevolezza che i rossoneri hanno aggiustato la fase difensiva. Infatti, da quando è iniziato il 2019, gli uomini di Gattuso hanno concesso appena 2 reti nelle 6 partite disputate in campionato dall’inizio dell’anno nuovo.

Un miglioramento notevole, derivato sia dall’ottimo momento di forma attraversato da Donnarumma e Bakayoko (assurto dal ruolo di oggetto misterioso a quello di novello Desailly, frangiflutti davanti alla difesa) sia dalla crescita globale di una squadra che, in non possesso, ha sviluppato intorno al sistema 4-3-3 una maggior capacità nel difendere posizionalmente.

La crescita di Bakayoko, l’apporto di Piatek (non solo come gol segnati)

Anche le vecchie difficoltà del Milan di Gattuso, in particolare quella di difendere nei mezzi spazi ai lati del play basso, sembrano essere state superate. Questo si deve, ancora una volta, alla crescita di un Bakayoko ora più abile negli scivolamenti laterali, ma anche a una maggior accortezza di Kessié nelle uscite in pressione alta e nella capacità di Paquetá di difendere il mezzo spazio sinistro coprendo le traiettorie di passaggio in quella zona di campo.

L’arrivo di un centravanti come Piatek ha poi contribuito non soltanto ad alzare il livello qualitativo della squadra, ma anche a dotare il Milan di un centravanti più adatto di Higuain ad assecondare l’evoluzione del gioco della squadra di Gattuso.

Privati da tempo di Biglia, i rossoneri non hanno mai rinunciato all’idea di salire da dietro palleggiando, ma hanno trovato qualche difficoltà in più a farlo da quando appunto sono rimasti orfani dell’ex laziale. Ora invece la crescita anche in possesso di Bakayoko (86.7% di passaggi riusciti) e la presenza di un attaccante centrale abile ad attaccare la profondità come il polacco consentono al Milan di poter allentare o annullare la pressione alta avversaria, per poi andare a trovare la profondità alle spalle della linea difensiva avversaria.

La crescita globale della squadra di Gattuso non riguarda però soltanto la fase difensiva e quella di prima costruzione, ma anche quella offensiva. Con la palla fra i piedi, il Milan è ora il primo attacco del campionato (insieme alla Juventus) con 10 reti realizzate, se si considera il periodo che va dallo 0-0 col Napoli (partita d’esordio di Piatek con i rossoneri) a ora.

Ecco a cosa dovrà fare attenzione la Lazio

Detto questo, in Lazio-Milan sarà interessante notare come Simone Inzaghi approccerà la gara di stasera. Dal punto di vista tattico la Lazio è squadra che, come il Milan, ama attaccare in campo aperto. In questo senso i biancocelesti non sono costruiti per lunghe fasi di possesso e di attacco posizionale, ma preferiscono invece attaccare a campo aperto, sfruttando le qualità dei vari Immobile, Correa, Milinkovic-Savic e Parolo, che potrebbe essere preferito a Luis Alberto.

La predilezione per un approccio verticale, rivolto all’attacco della profondità, ha però spesso lasciato la squadra in Inzaghi in difficoltà nel momento di gestore le transizioni difensive. La mancanza di un contropressing efficace ha poi resto ancor più impervia per la squadra di Inzaghi la difesa in queste situazioni.

Contro un Milan in grande forma, i biancocelesti dovranno poi prestare attenzione anche alla gestione di eventuali fasi di difesa posizionale. Con Bastos che dovrebbe aver recuperato, permettendo a Inzaghi di non dover effettuare l’esperimento di Leiva centrale (con conseguente spostamento di Acerbi a sinistra), sarà interessante vedere se Patric, da difensore destro, mostrerà dei progressi dopo la partita di Siviglia e come la Lazio andrà a gestire le sovrapposizioni degli esterni bassi del Milan.

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Piatek se sta già a lecca i baffi con Patric in difesa

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